Storia

Storia

L’Associazione per lo Sviluppo della Psicoterapia Psicoanalitica ha la sua sede a Ravenna in via Corrado Ricci, 29 e si è costituita con atto del notaio dr. Alberto Fazi di Ravenna il 4 Marzo 2008.

Quest’atto formale è stato l’obbiettivo finale di un processo di formazione che ha coinvolto un certo numero di psicologi e psichiatri che avevano iniziato in anni passati la loro formazione in psicoterapia psicoanalitica presso il Centro Studi di Psicoterapia di via Ariosto, 6 a Milano e avevano poi continuato il loro processo formativo con uno dei fondatori del Centro stesso, il dott. Giovanni Pieralisi, una volta che egli aveva lasciato il Centro Studi per trasferire la sua attività didattico-clinica a Ravenna.

L’ Associazione persegue finalità di promozione e solidarietà sociale nel settore della formazione; intende promuovere, in particolare, la formazione post-laurea di giovani medici e psicologi nell’ambito della psicoterapia psicoanalitica secondo i criteri tecnico-teorici, gli intendimenti, le procedure ed i contenuti specifici individuati nel contributo prezioso che Joseph ed Anne Marie Sandler hanno dato allo sviluppo del pensiero psicoanalitico in generale e, nello specifico, alle sue applicazioni nel campo della psicoterapia.

Secondo tale finalità, l’Associazione è oggi ente gestore della Scuola di Specializzazione in Psicoterapia Psicoanalitica con sede principale a Ravenna in via Corrado Ricci, 29; detta Scuola è stata appunto abilitata dal Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca (D.M. 10/10/2008) (G.U. n.252 del 27/10/2008) ad istituire ed attivare un corso di specializzazione in psicoterapia psicoanalitica che ha una durata quadriennale.

Tutti i membri dell’Associazione sono anche docenti effettivi della Scuola e si avvalgono della collaborazione temporanea di docenti provenienti dal mondo universitario italiano ed estero. Il dott. Giovanni Pieralisi è il Presidente dell’Associazione e il Direttore della Scuola.

L’Associazione organizza anche, annualmente, un programma di formazione permanente articolato in una serie di Seminari rivolti a psicoterapeuti già formati o in formazione che vogliano approfondire i temi clinico-teorici ad orientamento psicoanalitico propri della loro attività professionale.


RELAZIONE INERENTE ALLE ATTIVITA’ SCIENTIFICHE E CULTURALI DELL’ISTITUTO “SCUOLA DI PSICOTERAPIA PSICOANALITICA” AGGIORNATA AL 2017

L’ Istituto “Scuola Di Psicoterapia Psicoanalitica” che ha Sede Principale a Ravenna in via Corrado Ricci n. 29, Sede Didattica Periferica a Mantova in Vicolo Poggio n. 20 e Sede Didattica Periferica a Trieste in via Canova n. 2, ha nei suoi insegnanti interni delle 3 sedi la maggioranza di Psicologi-Psicoterapeuti e Medici-Psicoterapeuti con esperienza largamente superiore a 5 anni e soprattutto con la medesima formazione in psicoterapia psicoanalitica acquisita nello stesso Istituto Formativo e condivisa letteralmente per oltre 30 anni. Altri docenti interni dell’Istituto che hanno o hanno avuto incarichi in varie Università (Padova, Trieste, Urbino) contribuiscono al collegamento col mondo della ricerca in ambito psicologico/psicodinamico.

Il Centro Studi Di via Ariosto ha costituito dalla fine degli  anni 60 un polo formativo privato molto importante per coloro che, lavorando in qualità di psicologi in possesso di lauree non specifiche o in possesso delle prime lauree in psicologia (a Padova i primi laureati in Psicologia ottennero il titolo nel giugno 1975), venivano assunti nei servizi degli enti locali e chiamati a svolgere attività psicoterapeutica principalmente nei Centri di Igiene Mentale, senza avere una formazione specifica ed in assenza di obbligo per tale formazione. I professionisti più consapevoli delle proprie carenze formative si rivolgevano a Centri privati per formarsi (a loro spese e spesso senza avere permessi in orario di lavoro) ed il Centro Studi di via Ariosto a Milano offriva, fra l’altro, una formazione quadriennale in psicoterapia psicoanalitica, possibilità di supervisione in gruppo ed individuale a coloro che fossero nella mentalità di “Formazione Permanente”.

Il Centro Studi di via Ariosto era collegato con il mondo psicoanalitico attraverso la supervisione e la consulenza teorico-clinica di Joseph e Anne-Marie Sandler che per oltre 30 anni, fino alla morte di Joseph Sandler nel 1998 si incontravano mensilmente con il gruppo di psicoanalisti conduttori dei corsi di formazione già citati che formavano al lavoro di psicoterapeuta ad orientamento psicoanalitico psicologi/medici italiani alla luce del pensiero psicoanalitico del gruppo cosiddetto “Intermedio” degli Psicoanalisti Britannici arricchito con le loro integrazioni teorico-cliniche.

Il Centro Studi di via Ariosto non ha mai inteso di richiedere il riconoscimento dei propri corsi di Psicoterapia Psicoanalitica al MIUR preferendo continuare con la propria tradizione di formatori di professionisti sganciati, per vari motivi, dalla necessità di ottenere un titolo legale per l’esercizio della professione di psicoterapeuta.

Di conseguenza venivano di fatto esclusi da questo modello teorico-clinico di formazione in psicoterapia psicoanalitica i giovani laureati in medicina e psicologia desiderosi di intraprendere la professione di psicoterapeuti ai quali è necessario, in accordo con a legislazione attuale, il titolo legale rilasciato da Istituti abilitati dal MIUR a completamento del corso di specializzazione quadriennale in Psicoterapia.

Nel 2007, un gruppo di 12 colleghi provenienti da varie città italiane ( Ravenna, Treviso, Padova, Ancona, Verona, Trieste, Pesaro) che si erano conosciuti e formati al Centro Studi di via Ariosto a Milano, con la guida del dott. Giovanni Pieralisi, psicoanalista, socio fondatore, e docente fino al 2006 dei corsi di formazione del suddetto Centro Studi, hanno fondato a Ravenna l’Associazione per lo Sviluppo della Psicoterapia Psicoanalitica.

Le principali e fondanti motivazioni dei soci, espresse nello statuto dell’Associazione, erano quelle di:

-alimentare la propria propensione verso la “Formazione Permanente”, verso il desiderio cioè di continuare a formarsi attraverso lo studio, il contatto col più ampio mondo psicoanalitico, con le neuroscienze e in particolare con l’Anna Freud Centre di Londra che si distingue per la ricerca teorico-clinica e di applicazione delle nuove conoscenze ai metodi di cura psicoterapeutica (es. Parent-infant Psycoterapy, Parent/Toddlers Project, trattamenti psicoterapeutici basati sulla mentalizzazione ecc…).

-non disperdere il patrimonio formativo acquisito “passando il testimone” a giovani laureati in psicologia o medicina interessati al loro modello teorico-clinico psicoanalitico di riferimento fornendo sia formazione teorico-clinica improntata sui contributi teorico clinici di Josehp e Anne-Marie Sandler, (per statuto tutti i soci dell’Associazione sono docenti dell’Istituto), che titolo legale per l’esercizio della professione di psicoterapeuta

-diffondere la conoscenza dei metodi e delle potenzialità della postura psicoanalitica nei suoi vari contesti: individuali, familiari, gruppali ecc…

-contribuire allo studio e alla ricerca di modalità di prevenzione del disagio psico-emotivo a partire dalla prima infanzia.

Queste motivazioni sono state tutte soddisfatte in quanto:

-l’Istanza presentata al MIUR per l’abilitazione dell’Istituto “Scuola di Psicoterapia Psicoanalitica” gestito dall’Associazione per lo Sviluppo della Psicoterapia Psicoanalitica ha avuto esito positivo nell’ottobre del 2008;

- l’apertura dell’Istituto “Scuola di Psicoterapia Psicoanalitica”, diretto e rappresentato legalmente dal dott. Giovanni Pieralisi  ha dato un grande impulso allo studio e all’approfondimento teorico clinico dei docenti stessi che si sono confrontati con colleghi dell’Anna Freud Centre e con psicoanalisti italiani e stranieri invitati come relatori di seminari dell’Istituto aperti anche alla partecipazione di colleghi professionisti esperti del settore. Le attività della Scuola di Psicoterapia Psicoanalitica sono iniziate nell’anno accademico 2008/2009 e hanno avuto la loro inaugurazione ufficiale il 29 Aprile 2009 col Seminario tenuto dalla dott.ssa Anne-Marie Sandler “Inconscio Presente e Inconscio Passato: un Caso Clinico”;

-l’esperienza di conduzione di gruppi di discussione di protocolli di Baby Observation  inclusi nei programmi didattici dell’Istituto e il contatto col lavoro clinico svolto mediante la Parent-infant Psychotherapy e il Parent/Toddler Project all’Anna Freud Centre di Londra, la frequenza costante agli incontri teorico-clinici che si svolgono annualmente all’AFC durante il Colloquium, il Parent Infant International Day l’International Toddler Symposyum e un’idea di una docente della scuola hanno portato alla fondazione della “Casa dei Piccoli”, progetto rivolto a mamme/genitori di bimbi nei primi anni di vita per la prevenzione del disagio psico-emotivo;

-l’abilitazione da parte del MIUR nel 2015 di una prima Sede Didattica Periferica del- l’Istituto nella sede del Centro Studi di Psicoterapia Psicoanalitica di Mantova, ha arricchito il numero dei docenti interni e la possibilità di studio e confronto. Non si trattò di una scelta casuale del Direttore e dei soci fondatori dell’Istituto, ma di una scelta motivata dal fatto che i colleghi del CSPP di Mantova provenivano dalla stessa matrice formativa del Centro Studi di via Ariosto a Milano e nel 2003 avevano già costituito la loro Associazione e avviato attività di studio, ricerca e formazione proseguendo contemporaneamente la loro formazione teorico-clinica in psicoterapia psicoanalitica individualmente e in gruppo col dott. Giovanni Pieralisi;

-l’abilitazione da parte del MIUR nel 2016 di una seconda Sede Didattica Periferica presso la sede del Centro di Formazione e Ricerca di Trieste, ha ampliato ulteriormente il contatto dell’Istituto con l’ attività di ricerca sulla tecnica e la metodologia psicoanalitica nel dialogo con le neuroscienze in collaborazione con la Società Internazionale di Neuropsicoanalisi. Anche in questo caso la scelta non fu casuale in quanto il CFR, fondato e gestito da alcuni colleghi formati alla psicoterapia psicoanalitica secondo il modello teorico-clinico già citato, aveva  a sua volta avviato dal 2012 una vivace attività scientifico-culturale e di ricerca.

L’Istituto “Scuola di Psicoterapia Psicoanalitica di Ravenna” quindi, il cui ente gestore è l’Associazione per lo Sviluppo della Psicoterapia Psicoanalitica di Ravenna presieduta e rappresentata legalmente dal dott. Giovanni Pieralisi, ha scelto di istituire le sue Sedi Periferiche presso due centri già attivi scientificamente e culturalmente appartenenti al medesimo orientamento teorico-clinico ed i cui membri fanno parte dei docenti interni dell’Istituto. 

Le iniziative scientifico-culturali dell'Associazione per lo Sviluppo della Psicoterapia Psicoanalitica di Ravenna, del Centro Studi di Psicoterapia Psicoanalitica di Mantova e del Centro di Formazione e Ricerca di Trieste costituiscono quindi il background dello studio e della ricerca che inevitabilmente informano il programma didattico generale dell'Istituto e il focus su aspetti clinici e metodologici che la pratica clinica,la ricerca e la formazione evidenziano come particolarmente interessanti. Questi interessi teorico-clinici vengono poi discussi e vagliati dal consiglio dei docenti (formato fra gli altri dal direttore dell’Istituto e dai Responsabili delle Sedi Periferiche che ricoprono anche cariche nelle rispettive associazioni di appartenenza) per determinare il modo in cui affrontarli nel contesto dei programmi didattici dei corsi di specializzazione delle varie sedi.

Iniziative Scientifiche e Culturali della sede Principale di Ravenna

I docenti della sede principale dell’Istituto, hanno puntato sin dal primo anno sul contatto con l’Anna Freud Centre di Londra in quanto luogo di ricerca e progettazione di nuovi strumenti psicoterapeutici in conseguenza dell’integrazione della psicoanalisi con le ricerche in ambito neuroscientifico ed epigenetico. I contatti con l’AFC sono stati tenuti dalla dott.ssa Nedda Papi che a partire dal 2008 ha tradotto e messo a disposizione degli allievi dell’Istituto le relazioni dei colleghi inglesi che hanno tenuto numerosi seminari a Ravenna. Dall’anno accademico 2008/2009 ad oggi, compresi i seminari previsti per l’anno accademico 2017 sono stati organizzati 39 seminari nell’ambito delle attività didattiche degli allievi ed aperti a colleghi esperti del settore. I titoli dei seminari permettono di cogliere le direzioni di approfondimento teorico-clinico dell’Istituto che si possono raggruppare in 3 aree principali.

L’excursus storico dei Seminari organizzati dall’Istituto “Scuola di Psicoterapia Psicoanalitica”  indica  i titoli, descrive brevemente i temi trattati e, a fianco del titolo indica  il numero  dell’area di interesse teorico-clinico in cui si inseriscono:

 1 Interesse per i nuovi metodi terapeutici elaborati e messi a punto presso l’AFC di Londra nei confronti di bambini, adolescenti, genitori (n. 8 seminari)

2 interesse per la teoria della tecnica psicoanalitica, per l’evoluzione dei concetti psicoanalitici e la loro applicazione nella pratica clinica psicoterapeutica (n.22 seminari)

3 Interesse per i nuovi sviluppi del campo della prevenzione del disagio psico-emotivo dovuti all’integrazione del pensiero psicoanalitico con le neuroscienze e (n.9 seminari)

 

EXCURSUS STORICO DEI SEMINARI ORGANIZZATI DALL’ISTITUTO “SCUOLA DI PSICOTERAPIA PSICOANALITICA” DISTINTI PER AREE DI INTERESSE

SEMINARI PREVISTI PER IL 2017


27 maggio 2017

3 CONCETTO DI VULNERABILITÀ LATENTE ALLA LUCE DELLA NEUROSCIENZA E

DELL’EPIGENETICA

Relatore - Direttore di Ricerca in Neuroscienze Evolutive e Psicopatologia Dott. Eamon McCrory

Professore in Neuroscienza Evolutiva e Psicopatologia presso l’University College di Londra e Direttore del Dipartimento “Rischio Evolutivo e Capacità di Recupero”. Le sue ricerche utilizzano immagini celebrali e approcci psicologici per chiarire quanta importanza abbia il maltrattamento subito nell’infanzia sullo sviluppo emotivo e la salute mentale. Egli è anche consulente di psicologia clinica e Direttore degli studi post-lauream all’Anna Freud National Centre per bambini e famiglie, è responsabile degli insegnamenti “Neuroscienze Evolutive e Psicopatologia” al Master che l’università di Yale e l’University College di Londra organizzano congiuntamente. Egli è anche Visiting Professor presso il Child Study Centre dell’Università di Yale.

Nella sua presentazione ci parlerà dei risultati delle sue ricerche focalizzandosi sui momenti critici dello sviluppo nei quali il passato e il futuro collidono. Ci esporrà il concetto di “vulnerabilità latente” come utile schema di riferimento per comprendere difficoltà evolutive in momenti cruciali dello sviluppo.

 

23 Settembre 2017

1 PERCHE’ HO UN BAMBINO COSI’ DIFFICILE? COME COMPRENDERE RUOLO E MOTIVAZIONE DELL’AGGRESSIVITA’ PUO’ AIUTARE GENITORI/EDUCATORI AD AIUTARE I PROPRI BAMBINI 

La Relatrice è la Dott.ssa Inge Pretorius, Direttrice del “Progetto Parent-Toddler” presso l’Anna Freud Centre di Londra e tutor clinico per la Psicologia Psicoanalitica dello Sviluppo presso l’Anna Freud Centre e l’University College di  Londra. Le sue ricerche attuali si focalizzano su fattori psicologici e genetici che contribuiscono all’insorgere di relazioni disturbate genitore-bambino.

A partire della sua esperienza clinica, ci porterà a riflettere sul significato dell’aggressività nel corso dello sviluppo nei primi anni di vita e del suo presentarsi a volte come aspetto difensivo o di risposta a stati di disagio emotivo  che il bambino non sa decifrare né quindi regolare né contenere. In questo modo sarà stimolato e promosso quel cambiamento di prospettiva e di atteggiamento di fronte al bambino aggressivo che lega questo seminario al tema generale scelto per il 2017.

 

7 Ottobre 2017

2 IL “FENOMENO DELL’ECO” E “LA RELAZIONE DI RUOLO”: DALLA PSICOLOGIA DEL CONFLITTO ALLA RELAZIONE DI RUOLO NEL GRUPPO

Relatore Dr. Giovanni Pieralisi, Presidente dell’Associazione per lo Sviluppo della Psicoterapia Psicoanalitica di Ravenna e Direttore Scientifico della Scuola di Psicoterapia Psicoanalitica di Ravenna.

Il seminario dedicato al lavoro sul gruppo come strumento d’insegnamento formativo cambia prospettiva: dalla griglia di lettura basata sul conflitto psicologico echeggiante fornita dal modello del “fenomeno dell’eco” propone un altro punto di vista più interattivo che ha la sua base sull’intelaiatura fornita al gruppo dalla rete delle relazioni di ruolo dinamicamente organizzata.

 

16 Dicembre 2017

2 SEMINARIO DEGLI ALLIEVI SPECIALIZZANDI-PERSISTENZA E CAMBIAMENTO IN PSICOTERAPIA PSICOANALITICA

Dott.ssa Catia Angradi, Dott.ssa Gloria Landini, Dott.ssa Alessia Mariani, Dott.ssa Marica Pasini, Dott. Lorenzo Rizzi

Il seminario coordinato dal docente responsabile del corso Dott. Paolo Franchin s’impernia sul contributo che negli anni sessanta del secolo scorso Joseph Sandler e Walter Joffe hanno dato ai concetti teorici di persistenza, regressione e funzione anti-regressiva dell’Io.

I contributi individuali all’approfondimento sul tema saranno corredati da esemplificazioni cliniche che descrivono l’evoluzione ed i cambiamenti nell’ambito degli interventi effettuati dagli allievi nel contesto del loro tirocinio formativo quadriennale con la guida e l’appoggio dei loro supervisori della Scuola.
 

19 novembre 2016

2 SEMINARIO ALLIEVI SPECIALIZZANDI – IL BACKGROUND DELLA SICUREZZA

Dott.ri: Giulio Fabri Poncemi, Sutti Enrico - Dott.sse: Albiero Moira, Giovanardi Raffaella, Maria Chiara Rossi.
 

29 ottobre 2016

2 DAL “TERZO ANALITICO” IN PSICOTERAPIA ALLA “TRIADE” NELLA SUPERVISIONE

Il relatore è il Dr. Giovanni Pieralisi, Presidente dell’Associazione per lo Sviluppo della Psicoterapia Psicoanalitica di Ravenna e Direttore Scientifico della Scuola di Psicoterapia Psicoanalitica di Ravenna. Il Dr.Giovanni Pieralisi prosegue con le sue riflessioni su
alcuni concetti fondamentali di teoria della tecnica psicoanalitica e utilizza la struttura formativa della supervisione di casi clinici di psicoterapia per porre meglio in evidenza
come, da un punto di vista posturale, il concetto di “triade” supervisiva (supervisore, supervisionato, paziente) si correli al cosiddetto “terzo analitico” della situazione psicoterapeutica, e lo rifletta e lo espliciti in modo trasparente per entrambi i protagonisti.


7 maggio 2016

1 MENTALIZZAZIONE PENSIERO SIMBOLICO E FUNZIONE GENITORIALE UN’ESPERIENZA A LONDRA

Il Relatore è il Dr. Duncan McLean, Direttore del “Progetto Genitorialità nei Primi Anni di Vita” gestito dall’Anna Freud Centre in collaborazione con il ”Centro per il Benessere e la Salute Infantile” di Islington.

Gli interventi del progetto si basano, alla luce della postura psicoanalitica, sugli ultimi sviluppi della teoria della mentalizzazione. Si tratta di un progetto innovativo, il primo in Gran Bretagna, che ha lo scopo di promuovere un ambiente non patologico in famiglia attraverso interventi che coinvolgono genitori e bambini e si occupano delle difficoltà personali dei genitori, dei bisogni evolutivi dei bambini e della loro relazione genitoriale. Nella sessione pomeridiana il dott. MClean discuterà 3 casi presentati da allievi dell’Istituto, in precedenza discussi coi docenti interni  e tradotti in inglese.

 

24 settembre 2016

1 IL RUOLO FONDAMENTALE DELLA FRUSTRAZIONE PER LO SVILUPPO DEL BAMBINO DA 0 A 3 ANNI

La Relatrice è la Dott.ssa Inge Pretorius, Direttrice del“Progetto Parent-Toddler” presso l’Anna Freud Centre di Londra e tutor clinico per la Psicologia Psicoanalitica dello Sviluppo presso

l’Anna Freud Centre e l’University College di Londra. Dopo aver tracciato il percorso evolutivo dello sviluppo da 0 a 3 anni seguendo lo schema delle linee evolutive di Anna Freud e le vicissitudini dell’adattamento genitoriale a questi rapidi cambiamenti evolutivi, la Dott.ssa Pretorius ci presenterà materiale clinico mostrando video-clips illustrando il come e il perché

sia necessario frustrare gradualmente i bambini per favorire una loro sana crescita e come ciò avvenga nei gruppi che lei conduce.


28 novembre 2015

2  SEMINARIO ALLIEVI SPECIALIZZANDI: DALL’AUTOREFERENZIALITA’ NARCISISTICA ALL’INTERSOGGET-TIVITA’ SOCIALE

Dott. Vittorio Gamba, Dott.sse: Maria Luisa Aravecchia, Chiara Passanisi, Tamara Pozzi.
 

24 ottobre 2015

2 EMPATIA E CONTROTRANSFERT: CAPIRE E RICONOSCERE NELL’APPROCCIO PSICOANALITICO POSTURALE

Relatore è il Dott. Giovanni Pieralisi, Presidente della Associazione per lo Sviluppo della Psicoterapia Psicoanalitica di Ravenna e Direttore Scientifico della Scuola di Psicoterapia Psicoanalitica di Ravenna che ha presentato l’importanza del concetto di controtransfert, centrale nella teoria della tecnica psicoanalitica, illustrando come e perché sia considerato nuova “via regia”all’inconscio del paziente.


26 Settembre 2015

3 I PRIMI ANNI DI VITA E LE BASI COSTITUTIVE DELL’AUTOSTIMA

Relatrice è la Dott.ssa Inge Pretorius , psicoterapeuta di bambini ed adolescenti, direttrice del Progetto Parent-Toddler, tutor clinico per la Psicologia Psicoanalitica dello Sviluppo presso l’Anna Freud Centre e l’University College di Londra. Le sue ricerche attuali si focalizzano sui fattori psicoanalitici e genetici che contribuiscono all’insorgere di relazioni disturbate genitore-bambino. La dott.ssa Inge Pretorius ci ha parlato di come nei primi anni di vita si creano gradualmente nel bambino le basi dell’autostima e di come questo processo possa essere favorito od ostacolato dall’ambiente emotivo-relazionalle intorno a lui.

 

9 maggio 2015

2 SENTIMENTI CONTROTRANSFERALI E ATTEGGIAMENTO PROFESSIONALE IN WINNICOTT

La Dott.ssa Lesley Caldwell psicoanalista appartenente alla British Psycoanalytic Association ha focalizzato la sua presentazione su due lavori di Donald Winnicott “Odio nel Controtransfert” del 1947 e “Il Controtransfert” del 1960.

La relatrice ha analizzato e commentato i due scritti mettendo in evidenza l’evoluzione del pensiero di Winnicott sul tema e contestualizzandolo con i mutamenti dell’ambiente culturale psicoanalitico e psichiatrico (inglese ed europeo) del primo dopoguerra. Ha posto in evidenza la profonda evoluzione del pensiero psicoanalitico post-freudiano dall’attenzione quasi esclusiva sul paziente, alla relazione paziente-terapeuta per arrivare nell’attualità al terapeuta stesso come oggetto-agente di cambiamento.

 

22 novembre 2014

2 SEMINARIO ALLIEVI SPECIALIZZANDI – LA RELAZIONE CHE CURA

Dott. Agostini Alessandro, dott.sse: Firinu Luisa, Guarino Giuseppina, Lena Claudia, Pollini Sofia, Priori Angelica, Ragni Roberto, Ravagli Enrico, Riccardi Chiara

 

27 settembre 2014

3 UNA SFIDA DA NON PERDERE NEI PRIMI 3 ANNI DI VITA DEL BAMBINO: COME PREVENIRE LE SUE DIFFICOLTÀ EMOTIVE E RELAZIONALI

Relatrice è la Dott.ssa Inge Pretorius , psicoterapeuta di bambini ed adolescenti, direttrice del Progetto Parent-Toddler, tutor clinico per la Psicologia Psicoanalitica dello Sviluppo presso l’Anna Freud Centre e l’University College di Londra. Le sue ricerche attuali si focalizzano sui fattori psicoanalitici e genetici che contribuiscono all’insorgere di relazioni disturbate genitore-bambino.

La Dott.ssa Inge Pretorius presenta il suo modo di lavorare con genitori e bambini da 1 a 3 anni. Ci mostrerà come, aiutando i genitori a conoscere e ad affrontare i bisogni emotivo-psicologici del bambino in questa prima fase della vita, si possa trasmettere un’attitudine preventiva dei disturbi della relazione, dell’attenzione e del linguaggio. Inoltre la dott.ssa Pretorius presenta registrazioni audiovisive del suo lavoro che ci aiutano a riflettere e discutere su quanto di nuovo la ricerca teorico-clinica ci offre

 

5 aprile 2014

2 “E' POSSIBILE UN APPROCCIO PSICOTERAPEUTICO INTEGRATO TRA DIVERSI INDIRIZZI TEORICO-CLINICI SE SI ACCETTA UNA BASE METODOLOGICA CONDIVISA?”

Il Dr. Paolo Migone si propone di dare risposta a questo interrogativo esaminando in primo luogo qSuccessivamente presenta un excursus sulle varie metodologie suscettibili di accettabili integrazioni condivise. La conclusione ipotizza una positiva accettazione di un comune terreno di incontro tra i vari indirizzi collocato sul riconoscimento dell'importanza del concetto psicoanalitico di identificazione empatica non confusiva negli indirizzi teorico-clinici prevalenti nel panorama culturale psicoterapeutico attuale descrivendone poi le caratteristiche essenziali differenziate per tipo di approccio alla clinica.

 

15 febbraio 2014

1 “I CONFLITTI MATERNI IN TEMA DI ABORTO.COSA PUÒ SUCCEDERE AL BAMBINO CHE NASCE: UN CASO CLINICO”

Relatrice è la Dott.ssa Amanda Jones, psicoterapeuta consulente materno-infantile a capo del Servizio di Salute Mentale del North East London NHS Foundation Trust. E’ particolarmente interessata ai concetti di Freud relativi alla “coazione a ripetere”, in particolare in relazione alla trasmissione transgenerazionale degli stili di attaccamento genitore-bambino; è inoltre molto impegnata nella supervisione di operatori che sostengono madri in grave difficoltà emotiva. Il seminario, attraverso la presentazione di un caso clinico, illustra come il conflitto fra accettazione e rifiuto della gravidanza da parte della madre può avere un’influenza a lungo termine sul bimbo “sopravvissuto”.


09 novembre 2013

2 SEMINARIO DIPLOMANDI – CONSIDERAZIONI TEORICO CLINICHE SUL PROCESSO DI SEPARAZIONE-INDIVIDUAZIONE NELL’ARCO DELLA VITA

Dott.sse: Orlandini Vera, Rossini Eleonora, Tufano Giulia e Dott. Proli Luca

 

26 ottobre 2013

1 DALLA NASCITA PSICOLOGICA DEL BAMBINO ALLA CRISI ADOLESCENZIALE

1° parte:  Relatrice Dott.ssa Angela Joyce

Psicoterapeuta, psicoanalista della British Psychoanalytical Society fondatrice del Parent-Infant Project presso l’Anna Freud Centre di Londra

Mamma sono pronto per stare un pò lontano da te?

La nascita psicologica del bambino: come avviene che possa stare lontano dalla mamma e dall’ambiente familiare senza sentirsi perduto

2° parte: Relatore il Dott. James Rose.

Psicoterapeuta psicoanalista della British Psychoanalytical Society, autore di pubblicazioni sul lavoro clinico a orientamento psicoanalitico con adolescenti

Io chi sono?

Come e perché gli adolescenti affrontano la ricerca e il consolidamento della loro identità attraverso i Social Network

 

18 maggio 2013

2 RIFLESSIONI PER UNA PROSPETTIVA METAPSICOLOGICA DELL’ UNHEIMLICH

(PERTURBANTE)

 

Relatore Dr. Andrea Zanettovich - medico-psicoterapeuta.

Dal 2008 è docente di Psicoterapia Psicoanalitica presso la Scuola di Specializzazione in Psicologia del Ciclo di Vita del Dipartimento di Psicologia, Università degli Studi di Trieste.

Dal 2006 è docente, quale professore a contratto, di Psicologia Dinamica presso la Facoltà di Psicologia dell’Università degli Studi di Trieste. Dal 2008 è membro della Direzione Scientifica e docente presso la Scuola di Psicoterapia Psicoanalitica di Ravenna.

Andrea Zanettovich analizza un suo caso clinico dalla prospettiva del “perturbante” di Freud, e ci offre un illuminante esempio di metodologia della ricerca psicoanalitica applicata alla clinica terapeutica.

 

20 aprile 2013

2 L’ IDENTITÀ DELLA PSICOANALISI E IL PROBLEMA DELLA DIFFERENZA TRA

PSICOANALISI E PSICOTERAPIA PSICOANALITICA

Relatore: Dr. Paolo Migone psichiatra, psicoterapeuta, gestisce reparti di psichiatria e di centri di igiene mentale nel territorio (in Italia dal 1975 al 1979 e in USA dal 1979 al 1983);

Si occupa della formazione alle professioni di aiuto (psichiatria, psicoterapie di diverso orientamento, riabilitazione, ecc.) in aziende pubbliche e private, cooperative sociali, scuole di psicoterapia ed è direttore responsabile di una rivista del settore (Psicoterapia e Scienze Umane)

Partendo dal problema dell’identità della psicoanalisi e dal confronto di essa con la psicoterapia psicoanalitica il relatore indaga se sia possibile individuare una specificità di entrambe attraverso il recupero della centralità, nella clinica, dell’analisi del transfert.

 

 2 marzo 2013

 3 PSICOANALISI E NEUROSCIENZE: LA PSICOTERAPIA

Il relatore Dr. Silvio A. Merciai - Psichiatra, psicoterapeuta, membro associato della Societa’ Psicoanalitica Italiana, docente di “Neurobiologia dell’Esperienza Relazionale” presso la Facoltà di Psicologia dell’Università della Valle d’Aosta, docente di “Psicoanalisi e Neuroscienze” presso la Facoltà di Psicologia della Università Vita-Salute San Raffaele di Milano.

Silvio Merciai, continuando  nell’esposizione dei più recenti avanzamenti nella ricerca neuroscientifica che tanto successo ha incontrato lo scorso anno, scende maggiormente in dettaglio sull’effetto di cambiamento ipotizzato per la psicoterapia (anche psicoanalitica) sul cervello che lascia intravedere possibili ricadute cliniche predittive (indicazioni e controindicazioni) non solo farmacologiche ma anche psicodinamiche.

 

9 Febbraio 2013

2 RICERCA SU SIGNIFICATO, USO E STATUS DELLE TEORIE IMPLICITE DEI TERAPEUTI NELLA LORO PRATICA CLINICA

Relatore Dr. Jorge Alberto Canestri - psichiatra, psicoanalista, membro ordinario con funzioni didattiche della Associazione Italiana di Psicoanalisi (A.I.Psi.) dal 1992 a oggi; Chair of the IPA International New Groups Committee dal 2009 a oggi;

Chair of the Working Party on theoretical Issues, Federazione Europea di Psicoanalisi da 2001 a oggi.

Jorge Canestri, proseguendo le linee di ricerca tracciate trent’anni fa dai Sandler a proposito del confronto tra teorie private e teorie pubbliche degli psicoanalisti/psicoterapeuti, propone un modello esplicativo del confronto tra ciò che è teoricamente esplicito e ciò che è implicito nel formarsi del pensiero del terapeuta a proposito del suo paziente.

 

10 Novembre 2012

2 SEMINARIO SPECIALIZZANDI – CONSIDERAZIONI TEORICO CLINICO SUL DOLORE PSICHICO

Dott.sse: Battani Debora, Belbusti Valentina, Carloni Laura, Gianstefani Caterina, Ginestri Matilde, Gramolini Katia, Lazzari Silvia, Redaelli Marta

 

27 Ottobre 2012

3 NATI PER VIVERE EMOTIVAMENTE: COME LE EMOZIONI GUIDANO LO SVILUPPO DEL BAMBINO DA ZERO A TRE ANNI

La Dr.ssa Amanda Jones, psicoterapeuta consulente materno-infantile a capo del Servizio di Salute Mentale del North East London NHS Foundation Trust, psicoterapeuta genitore-bambino presso l’Anna Freud Centre di Londra introdurrà i temi del seminario integrandoli con la presentazione di due documentari:

 

La costruzione del cervello sociale”
come secondo le recenti scoperte neuroscientifiche lo sviluppo celebrale del bambino sia in un certo grado co-costruito attraverso lo scambio relazionale e come sia influenzato dall’ambiente emotivo in cui il bambino è immerso;
“La vita emotiva del neonato”
come si sviluppa l’esperienza emotiva dell’ essere neonati, come risuona tutto ciò nei pediatri e come gli stati d’animo dei genitori influenzano il mondo emotivo del bambino.

 

19 Maggio 2012

2 GLI OGGETTI INTERNI: TEORIA E CLINICA E MASTER CLASS:
I diplomandi della Scuola presentano in supervisione un caso clinico ad Anne-Marie Sandler

La Dott.ssa Anne-Marie Sandler lavora sia privatamente che come analista didatta per la psicoanalisi degli adulti, degli adolescenti e dei bambini presso la British Psychoanalytical Society.
Fino al 1997 è stata direttrice dell’ Anna Freud Centre di Londra.
E’ autrice di numerosi lavori scientifici sia da sola che in collaborazione con suo marito Joseph Sandler.

 

5 Maggio 2012

3 LE NEUROSCIENZE E LA PSICOANALISI: UNA VERIFICA O UNA NUOVA STRADA?
Relatore Dr. Vittorio Gallese, ordinario di Fisiologia nel dipartimento di Neuroscienze della Facoltà di Medicina dell’Università di Parma dove ricopre anche il ruolo di coordinatore del programma di dottorato in Neuroscienze.
I suoi attuali progetti di ricerca riguardano fra l’altro lo studio dei meccanismi che rendono gli umani in grado di comprendere le emozioni e le sensazioni degli altri e lo studio di come queste capacità sono alterate nell’autismo e nella schizofrenia.
 

3 Marzo 2012

 PSICOANALISI E NEUROSCIENZE:UN’ESPLORAZIONE NELLE TERRE DI CONFINE


Relatore dr. Silvio A. Merciai, psichiatra, psicoterapeuta e membro della Società Psicoanalitica Italiana, Silvio A. Merciai ha lavorato per molti anni nei servizi territoriali di salute mentale della Città di Torino per poi dedicarsi a tempo pieno, da circa vent'anni, alla pratica privata di psicoanalista. Si è interessato in particolare allo studio del pensiero bioniano e all’approfondimento del rapporto della psicoanalisi sia con le nuove tecnologie della comunicazione via internet, sia con le neuroscienze.

 

28 Gennaio 2012

2 SEMINARIO PRIMA PARTE : IL TERAPEUTA COME NUOVO OGGETTO EVOLUTIVO

La dott.ssa Angela Joyce, psicoanalista didatta e supervisore della British Psychoanalytic Society, è psicoanalista infantile presso l’Anna Freud Centre di Londra.

E’ membro del Parent-Infant Project, esercita privatamente e insegna all’University College a Londra.

SEMINARIO SECONDA PARTE: LA SOGGETTIVITA' IN WINNICOTT E L'INCONTRO CON L'ESTRANEO
Il dott. James Rose, membro della British Psychoanalytic Society,studioso di Winnicott, é psicoterapeuta di adulti e adolescenti nella pratica privata e presso il Brandon Centre di Londra, comunità che fornisce sostegno e psicoterapia per giovani dai 12 ai 21 anni.

 

24 Settembre 2011
2  RIFLESSIONI SUI CONCETTI DI EMPATIA E METODOLOGIA PSICOANALITICA

Relatore è il Dott. Andrea Zanettovich incaricato di docenza in Psicologia Dinamica presso la Facoltà di Psicologia dell’Università di Trieste, docente e membro del Comitato Scientifico della Scuola di Specializzazione in Psicoterapia Psicoanalitica di Ravenna.

Il seminario si propone di condividere un percorso di riflessione intorno al concetto di empatia.

 

11 Giugno 2011

2  RILEGGERE "PSICOLOGIA DELLE MASSE E ANALISI DELL'IO" ALLA LUCE DELLA "QUIET REVOLUTION" DI JOSEPH SANDLER.

Relatore è il Dott. Giovanni Pieralisi, Presidente della Associazione per lo Sviluppo della Psicoterapia Psicoanalitica di Ravenna e Direttore Scientifico della Scuola di Psicoterapia Psicoanalitica di Ravenna. Obbiettivo del seminario è analizzare e discutere insieme con i partecipanti una rilettura del lavoro di Freud “Psicologia delle masse e analisi dell’Io” per mettere in evidenza quanto il pensiero di Joseph Sandler possa costituire una valida chiave di sistematizzazione, in termini di moderna psicologia psicoanalitica di gruppo, di concetti tecnico-teorici e teorico-clinici già felicemente intuiti, quasi un secolo fa, dal genio di Freud.

 

7 Maggio 2011

1 IDENTIFICAZIONE MATERNA, GRAVIDANZA E GENITORIALITÀ NELLE ADOLESCENTI.

Relatrice è la Prof.ssa Joan Raphael-Leff, psicoanalista (membro della British Psychoanalytic Society) e psico-sociologa, responsabile della Facoltà Accademica per la Ricerca Psicoanalitica dell’University College London/Anna Freud Centre, già Professore di Psicoanalisi presso il Centro di Studi Psicoanalitici dell’Università dell’Essex, interessata particolarmente ai temi della riproduzione e della genitorialità.

 

30 Aprile 2011

1  TRATTAMENTO CONGIUNTO NELL'ANNA FREUD CENTRE DI UN BIMBO PICCOLO E DELLA SUA MAMMA ADOLESCENTE VITTIMA DI TRAUMA

1° parte:  Relatrice è la dott.ssa Angela Joyce

Presenterà il lavoro all’Anna Freud Centre in generale, e parlerà più in dettaglio del suo lavoro clinico con una giovane in cerca di asilo, madre di un bimbo avuto a seguito di traumi. A illustrare il caso sarà mostrato anche materiale audiovisivo.

2° parte: Relatore il dott. James Rose.

La sua presentazione (esposizione di materiale clinico e considerazioni teoriche) riguarderà il suo lavoro svolto con gli adolescenti al Brandon Centre.

 

 

12 Marzo 2011

3 GLI ADOLESCENTI, LE LORO FAMIGLIE E L’AMBIENTE: LE DIFFICOLTÀ EMOTIVE E COMPORTAMENTALI NELLO SVILUPPO VERSO L’ETÀ ADULTA.

Relatrice è la dott.ssa Tessa Mary Dalley, Consulente e Psicoterapeuta di adolescenti e bambini presso l’Anna Freud Centre, presso la Nordgate Clinic di Londra e in pratica privata. E’ specializzata anche in arte-terapia. Effettua supervisioni cliniche e tiene seminari e lezioni sui disturbi dell’età evolutiva e dell’adolescenza oltre che sull’osservazione madre-bambino, temi sui quali ha prodotto numerose pubblicazioni.

 

2 Ottobre 2010

2 STATI MENTALI ADOLESCENZIALI NEL PAZIENTE ADULTO: PRESENTAZIONE DI UN CASO CLINICO

Relatrice è la Dott.ssa Lesley Caldwell

Questo seminario vuole  essere un approfondimento teorico-clinico dei concetti sviluppati dalla stessa relatrice nel corso del primo seminario del 24 Aprile. Lo scopo è quello di riconoscere meglio quanto, nel nostro lavoro clinico attuale dobbiamo, non sempre in modo consapevole, agli schemi di riferimento che il lavoro di Winnicott ci ha consentito di elaborare.

 

25 Settembre 2010

1 AIUTAMI AD AMARE MIO FIGLIO: LAVORARE CON LE PROIEZIONI MATERNE PATOLOGICHE

Relatrice è la dott.ssa Amanda Jones psicoterapeuta consulente materno-infantile a capo del Servizio di Salute Mentale del North East London NHS Foundation Trust. E’ particolarmente interessata ai concetti di Freud relativi alla “coazione a ripetere”, in particolare in relazione alla trasmissione transgenerazionale degli stili di attaccamento genitore-bambino e al come la psicoterapia congiunta genitore-bambino possa essere di aiuto.

 

12 Giugno 2010

3 IL PROGETTO PARENT-TODDLER DELL’ANNA FREUD CENTRE DI LONDRA: COME SI POSSONO AIUTARE E SUPPORTARE LE FAMIGLIE IN DIFFICOLTÀ NELLA LORO FUNZIONE GENITORIALE CON I BAMBINI AI PRIMI PASSI.

Relatrice è la Dott.ssa Inge Pretorius , psicoterapeuta di bambini ed adolescenti, direttrice del Progetto Parent-Toddler, tutor clinico per la Psicologia Psicoanalitica dello Sviluppo presso l’Anna Freud Centre e l’University College di Londra. Le sue ricerche attuali si focalizzano sui fattori psicoanalitici e genetici che contribuiscono all’insorgere di relazioni disturbate genitore-bambino.


24 Aprile 2010

2 IL PENSIERO DI DONALD WINNICOTT E LA SUA ATTUALITÀ

Relatrice è la Dott.ssa Lesley Caldwell, psicoanalista della British Psichoanalytic Association, Presidente del gruppo dei membri del Winnicott Trust ed editor di diversi libri centrati sul lavoro di Winnicott, l’ultimo dei quali in collaborazione con Angela Joyce sul tema “Winnicott e la tradizione psicoanalitica”.

 

27 Marzo 2010

2 L’APPROCCIO PSICOANALITICO AL GRUPPO: METODI E TECNICHE CON PARTICOLARE RIFERIMENTO AI GRUPPI COSIDDETTI DI SENSIBILIZZAZIONE

Relatore è il Dott. Giovanni Pieralisi psicoterapeuta di formazione psicoanalitica individuale e di gruppo, attuale Presidente dell’ “Associazione per lo Sviluppo della Psicoterapia Psicoanalitica” e direttore della Scuola di Psicoterapia Psicoanalitica di cui la suddetta Associazione è ente gestore. Questo seminario si propone di fornire ai partecipanti una prospettiva allargata sulle dinamiche di un tipo particolare di gruppo quale quello che costituisce lo strumento base per buona parte di questo ciclo di seminari: il gruppo di coppie genitori-bambino.

 

25 Aprile 2009

2  INCONSCIO PRESENTE E INCONSCIO PASSATO: UN CASO CLINICO

Relatrice è la dr.ssa Anne-Marie Sandler

Anne-Marie-Sandler è una psicoanalista che lavora sia privatamente che come analista didatta per la psicoanalisi degli adulti, degli adolescenti e dei bambini presso la British Psychoanalytical Society. E’ stata presidente della British Psychoanalytical Society e della European Psychoanalytic Federation, nonché vicepresidente della Internation Psychoanalytical Association. Fino al 1997 è stata direttrice del Anna Freud Centre di Londra.

E’ autrice di numerosi lavori scientifici da sola e in collaborazione con suo marito Dr. Joseph Sandler Joseph e Anne-Marie Sandler sono stati supervisori e punti di riferimento clinico-teorico del Centro Studi di Via Ariosto a Milano.

 

L’INTERESSE PER I NUOVI METODI TERAPEUTICI ELABORATI E MESSI A PUNTO PRESSO L’ANNA FREUD CENTRE E L’INTERESSE PER I NUOVI SVILUPPI NEL CAMPO DELLA PREVENZIONE DEL DISAGIO PSICO-EMOTIVO CI  HA CONDOTTO:

 

A  alla creazione a Ravenna nel 2012 della “Casa Dei Piccoli”  progetto di prevenzione del disagio psico-emotivo per mamma/genitori di bimbi da 0 a 3 anni

B alla registrazione del logo e delle linee guida teorico-cliniche della Casa dei Piccoli e della creazione a Mantova, Pesaro Trieste di altrettante “Case dei Piccoli” sotto la supervisione della dott.ssa Barbara Didoni (cofondatrice) e della dott.ssa Nedda Papi (ideatrice e direttrice) della prima Casa dei Piccoli

C alla collaborazione con la prof.ssa Adriana Lis per il progetto di ricerca sull’AAP

D alla stipula di convenzioni con l’Università di Urbino e di Padova per il tirocinio pre e post lauream di studenti/laureati in Psicologia

 

 A    Progetto "CASA DEI PICCOLI"

  • Si colloca in stretto rapporto con l’ Istituto “Scuola di Psicoterapia Psicoanalitica” che è un luogo di studio, di ricerca e di formazione permanente;
  • Utilizza i locali della Scuola di Psicoterapia Psicoanalitica per le sue iniziative e attività;
  • E' un progetto che si evolve in relazione alle esperienze maturate sul campo e alle riflessioni teorico-cliniche conseguenti;
  • Prevede ogni anno, a fine settembre/ottobre, l’organizzazione di un seminario aperto a genitori, insegnanti, medici, pediatri, pedagogisti ecc… su temi cruciali inerenti allo sviluppo emotivo e relazionale dei bambini da 0 a tre anni. I relatori dei seminari annuali ad accesso libero, saranno psicologi/psicoterapeuti che collaborano con l’ Anna Freud Centre di Londra che, fondato nel 1936 da Anna Freud, vanta una lunga e autorevole tradizione nello studio e nella pratica clinica rivolta al benessere dei bambini e delle famiglie;
  • Il seminario annuale, aperto nella sua prima parte alla popolazione a titolo gratuito, è occasione di riflessione sulle attività svolte e prevede la presentazione del programma dell’anno in corso.



BREVE STORIA DELL’ATTIVITA’


La Casa dei Piccoli è nata in via sperimentale nel marzo 2012 con lo scopo di proporre un’attività che abbia valenza preventiva del disagio psichico in bambini e genitori. La Casa dei Piccoli vuole parimenti essere luogo di esperienza pratica e di formazione per gli allievi dell’Istituto “Scuola di Psicoterapia Psicoanalitica” di Ravenna nella fase finale del corso quadriennale, che sono medici o psicologi già laureati e appartenenti ai rispettivi albi professionali. Da Marzo a Giugno 2012 vi è stata una prima fase sperimentale del progetto Casa dei Piccoli, con la creazione di uno spazio fisico su misura per le esigenze dei bambini da 0 a 3 anni e delle loro mamme aperto dal lunedì al giovedì dalle 14 alle 17.   In questo lasso di tempo la dott.ssa Nedda Papi, la dott.ssa Barbara Didoni e la dott.ssa Rossella Loreta sono state a disposizione per affrontare dubbi, domande, problematiche che venivano poste dai genitori con l’attitudine che deriva loro dalla formazione psicoanalitica condivisa. L’ingresso si è configurato fin dal principio come libero e a titolo gratuito, senza un appuntamento fissato in anticipo, prevedendo la possibilità che potessero essere presenti contemporaneamente diverse mamme coi loro bambini.


I locali in cui viene svolto il progetto sono specificatamente organizzati per incentivare il gioco dei bambini e la spontaneità delle loro interazioni con le figure genitoriali, ed è uno spazio sempre aperto ai dubbi e alle problematiche di madri/papà/nonni.
Nel corso degli anni e sulla base della nostra esperienza e delle esigenze emerse,  mantenendo invariati sia la nostra postura che i nostri obiettivi, il programma di base è stato integrato con la costituzione di un gruppo stabile di mamme/genitori di bimbi da 0 a 3 anni che si incontra ogni giovedì dalle 16,15 alle 17,45  e dalla possibilità di richiedere  consulenza individuale di coppie madre-bambino.  Inoltre sono stati organizzati seminari tenuti da colleghi dell’Anna Freud Centre (Vedi Excursus Storico Seminari) e  incontri domenicali presentati  cosi: “Mentre i genitori si confronteranno con lo staff della Casa dei Piccoli sulla vita emotiva e relazionale dei loro bambini, i bimbi saranno intrattenuti con “Piccoli Giochi” teatrali sulla percezione dello spazio e sulla dinamica del suono usando materiali naturali con la “Compagnia Drammatico Vegetale”.

 

B Registrazione del logo e Istituzione di nuove Casa dei Piccoli

Dal momento che l’idea di questo servizio di prevenzione del disagio psico-emotivo è stato molto apprezzato, alcuni colleghi hanno chiesto di fondare altre Case dei Piccoli e di avere l’Istituto “Scuola di Psicoterapia Psicoanalitica come riferimento teorico-clinico. Perciò il nostro logo è stato registrato alla Camera di Commercio di Ravenna  ed è stata codificato il seguente impegno da sottoscrivere per far parte del progetto “Casa dei Piccoli”:

Al Presidente dell’Associazione per lo Sviluppo della Psicoterapia Psicoanalitica di Ravenna  dott. Giovanni Pieralisi in direttore dell’Istituto Scuola di Psicoterapia Psicoanalitica

Alla responsabile del progetto “ Casa dei Piccoli” di Ravenna  dott.ssa Nedda Papi

Oggetto: richiesta di aprire un progetto “Casa dei Piccoli” a ……….     in via…….….

 

La /Le sottoscritte………….

Chiedono di avviare un progetto “Casa dei Piccoli” a ……in via  …………………….……  secondo le linee guida e l’orientamento teorico/clinico del progetto “Casa dei Piccoli”  fondato a Ravenna nel 2012 nell’ambito dell’Associazione per lo Sviluppo della Psicoterapia Psicoanalitica di Ravenna  e dell’Istituto Scuola di Psicoterapia Psicoanalitica di Ravenna e di utilizzare il logo registrato presso la Camera di Commercio di Ravenna.

    

Fino a che la nuova “Casa dei Piccoli” in oggetto sarà in attività si impegnano a versare ogni anno 200 euro in qualità di Soci Sostenitori all’ Associazione per lo Sviluppo di Psicoterapia Psicoanalitica di Ravenna e ad effettuare ogni anno  supervisioni  sul loro lavoro nell’ambito del suddetto progetto con la dott.ssa Nedda Papi e la dott.ssa Barbara Didoni.

Si impegnano inoltre a indicare, in ogni comunicazione che riguarda la Casa dei Piccoli di …………..che questo progetto si colloca all’interno delle linee guida teorico/cliniche dell’Associazione per lo Sviluppo della Psicoterapia Psicoanalitica di Ravenna e dell’Istituto “Scuola di Psicoterapia Psicoanalitica” inserendo anche l’indirizzo della scuola www.scuolapsicoterapiaravenna.net .

 

 

 Nel 2015 CI E’ STATO CHIESTO DI PRESENTARE LA CASA DEI PICCOLI ALL’ANNA FREUD CENTRE DI LONDRA IN  OCCASIONE DELL’INCONTRO INTERNAZIONALE ORGANIZZATO DAI RESPONSABILI DEL TODDLER PROJECT ALL’ANNA FREUD CENTRE DI LONDRA

 

Al momento sono sorte Case dei Piccoli oltre che a Ravenna, anche a Pesaro, a Trieste e a Mantova ed il lavoro di supervisione e confronto svolto coi colleghi di queste nuove Case dei Piccoli ci ha indotto ad ipotizzare un:

 

C Progetto di ricerca in collaborazione con la Prof.ssa Adriana Lis Senior Professor, già ordinario di Teorie e Tecniche del Colloquio Psicologico presso l’Università di Padova

La Prof.ssa  Adriana Lis è docente interno dell’Istituto, e collabora con lo staff della Casa dei Piccoli in un progetto di ricerca volto a stabilire correlazioni fra lo stile dell’attaccamento materno e lo stile di attaccamento  che sta sviluppandosi nel toddler.  Il campo di studio  è costituito dalle coppie madre-bambino che frequentano la “Casa dei Piccoli” di Ravenna col progetto di allargarlo  alle coppie mamme-bambini che frequentano le “Case dei Piccoli di Pesaro, Trieste e Mantova. Il metodo che viene usato è L’ Adult Attachment Picture System (AAP; George, West, Pettem, 1997, 1999).

Si tratta diun metodo narrativo-tematico che si propone di misurare i quattro pattern di attaccamento individuati da Bowlby (1969, 1989) . Il metodo di somministrazione combina elementi della tradizione proiettiva di risposta libera e delle tecniche dell’intervista semi strutturata. La prova comprende un set di 8 tavole in bianco e nero, una neutra rispetto all’attivazione dell’attaccamento, e sette che raffigurano scene relative alla teoria dell’attaccamento (West e Sheldon-Keller, 1994). Gli stimoli sono caratterizzati da minimi dettagli che permettono solo di indentificare genericamente l’evento rappresentato; non sono presenti infatti espressioni del viso intense o dettagli che possano “guidare” verso specifiche interpretazioni. I personaggi rappresentanti sono diversi per cultura, genere ed età.

Le immagini includono gli scenari seguenti: Neutral: due bambini che giocano a palla; Child at Window: una bambina che guarda fuori da una finestra; Departure: un uomo e una donna stanno in piedi uno di fronte all’altra con alcune valigie vicino; Bench: una figura giovane seduta da sola su una panchina; Bed: un bambino e una donna seduti uno di fronte all’altro su un letto; Ambulance: una donna e un bambino guardano i portantini caricare una barella su un’ambulanza; Cemetery: raffigura un uomo in piedi di fronte ad una lapide; Child in Corner: un bambino di traverso in un angolo, in allarme.

 

La classificazione dell’attaccamento tramite l’AAP si basa sull’analisi dei trascritti verbatim delle risposte alle storie fornite sulle 7 immagini che si basano sull’attaccamento. Essa viene prodotta sulla base di categorie di codifica ideate per valutare i pattern e l’integrazione di tre distinte dimensioni:

1) la narrativa;

2) il contenuto della storia;

3) i processi difensivi in accordo con la teoria bowlbiana.

 

Già da alcuni anni la casa dei piccoli ha ritenuto importante che la conoscenza del pattern di attaccamento delle madri che partecipavano ai gruppi dei toddler potesse dare un importante contributo alla conoscenza della relazione madre-bambino, ma potesse anche essere di aiuto agli operatori per una migliore comprensione di come le madri interagissero con i loro figli, consentendo anche una “partecipazione” più mirata degli stessi nell’osservazione partecipante.

In “Psicodinamica dei Pattern di attaccamento in età adulta e in Adolescenza “ di Daniela Di Riso e  Adriana Lis (2016-Franco Angeli ed), il Capitolo 6 a cura di Adriana Lis; Nedda Papi e Barbara Didoni espone  il lavoro di ricerca che vi si svolge.

 

 Cap 6 La Casa dei Piccoli di Ravenna: l’utilizzo dell’AAP nella prevenzione del rischio psicologico nell’infanzia

 

Il progetto “Casa dei Piccoli” di Ravenna si inserisce in un quadro più generale di studio, attività didattica (corsi quadriennali di specializzazione post-laurea in Psicoterapia Psicoanalitica) e scambi internazionali proposto dalla Associazione Per Lo Sviluppo Della Psicoterapia Psicoanalitica di Ravenna, costituitasi con lo scopo di approfondire la conoscenza della psicoanalisi e favorirne la diffusione perseguendo finalità di solidarietà sociale nell’ambito della formazione.

Dal marzo del 2012, unendo gli stimoli derivanti dalla conduzione di gruppi di baby observation, dall’incontro con la dott.ssa Anne Marie Canù, psicoanalista e membro da 26 anni della Maison Verte di Parigi, dal contatto con il gruppo del Parent-Infant Project dell’Anna Freud Centre di Londra e soprattutto dagli stimoli forniti dai gruppi psicoterapeutici con genitori e toddlers condotti dalla dott.ssa Inge Pretorius ed i suoi collaboratori, è stata fondata a Ravenna dalle Dott.sse Nedda Papi e Barbara Didoni “La Casa dei Piccoli” aperta a mamme/genitori di bimbi da 0 a 3 anni con la finalità fondamentale di contribuire alla prevenzione del disagio psicoemotivo. Essa conta attualmente altre tre Case dei Piccoli a Pesaro, a Mantova e a Trieste.

 Il progetto che di seguito verrà brevemente descritto richiede (a) una formazione psicoanalitica-psicoterapeutica, (b) una conoscenza approfon­dita delle tappe dello sviluppo del bambino e della psicoterapia psico­analitica dello sviluppo, e (c) una formazione a orientamento psicoanalitico sulle dinamiche di gruppo e la loro comprensione e gestione.

La Casa dei Piccoli è un luogo dove le persone che vi lavorano, formate alla stance psicoanalitica che consente loro di mettersi in rapporto tramite l’identificazione/disidentificazione, sono interessate in modo speciale alla vita emotiva dei bambini e dei genitori è un luogo di ascolto e di confronto dove è possibile far posto a tutte le domande che spesso sorgono con l’arrivo di un bambino. Studi scientifici degli ultimi decenni dimostrano che nel corso di cruciali periodi di crescita l’apparato neuronale del cervello con i suoi costituenti, pur essendo espressione di un patrimonio genetico “dato” alla nascita, subisce uno “sfoltimento” (Edelman, 1975) sulla base della maggiore o minore attivazione dei circuiti cerebrali, generata dal modo in cui l’ambiente (coloro che si prendono cura del bambino) si relaziona con il bambino stesso. Pertanto la relazione emotiva che il bambino sviluppa con le persone significative del suo ambiente condiziona in modo cruciale lo sviluppo di determinati circuiti cerebrali piuttosto che di altri, influenzando direttamente il futuro equilibrio psichico del bambino stesso.

Inoltre i rapidi cambiamenti che caratterizzano i primi tre anni di vita in cui si compie la “nascita psicologica del bambino” richiedono da parte della mamma frequenti fluttuazioni nell’investimento da prevalentemente narcisistico a investimento oggettuale su di lui in quanto persona separata, e proprio questa crescente “separatezza” può suscitare nella madre inconsapevoli misure difensive a protezione da sentimenti conflittuali di gioia mista a sentimenti di perdita e di abbandono. Un aiuto per comprendere le tappe evolutive del proprio bambino, le proprie reazioni e l’importanza di queste ultime nella relazione spesso ha un peso significativo per la mamma nel favorire il recupero del suo benessere e di una buona relazione con se stessa ed il proprio bambino. È anche sorprendente la mancanza diffusa di attività terapeutiche/preventive per questa fascia di età intervenendo col bambino insieme alla sua mamma. Con questo orientamento la dott.ssa Barbara Didoni, la dott.ssa Nedda Papi responsabile del progetto con la collaborazione della dott.ssa Rossella Loreta, accolgono madri e bimbi da 0 a 3 anni nella Casa dei Piccoli.

Lo schema di riferimento teorico è il modello psicoanalitico così come è stato sviluppato nel passato da Anna Freud, come è stato arricchito dai fondamentali contibuti teorico-clinici e metodologici di Joseph e Anne-Marie Sandler, e come ora viene integrato presso l’Anna Freud Centre di Londra con gli apporti delle neuroscienze e della psicologia evolutiva.

I bimbi in questa fascia di età dipendono completamente dai propri genitori e quindi è fondamentale che essi siano in grado di praticare l’ascolto dell’altro, siano a contatto con le proprie emozioni, abbiano buona capacità di mentalizzare aiutando così i propri bimbi a conoscere e regolare i propri sentimenti.

La Casa dei Piccoli intende promuovere nei genitori queste capacità differenziandosi così dalle finalità “educative” di iniziative pre o post-partum rivolte ai genitori prevalentemente dirette a consigliare in particolari situazioni comportamenti appropriati, o dalle finalità educative proprie delle scuole per l’infanzia. Si tratta di una differenziazione importante che non esclude comunque l’integrazione con altre realtà, in quanto iniziativa interessata a focalizzarsi sugli aspetti sopra esposti che, sia per formazione di chi ci lavora che per finalità istituzionali, sono di necessità molto spesso gravemente ignorati.

In una prima fase l’aspetto preventivo è stato prevalente, mentre nell’ ultimo anno all’attività di prevenzione e socializazione si è aggiunto un gruppo psicoterapeutico mamme/bambini per le situazioni più difficili e a rischio e la possibilità di consultazioni individuali a madri/genitori di bambini di questa fascia di età. Tutti i servizi offerti, seguendo le finalità di promozione sociale dell’Associazione per lo Sviluppo della Psicoterapia Psicoanalitica, sono gratuiti o richiedono un compenso pressochè simbolico

Già da alcuni anni la casa dei piccoli ha ritenuto importante che la conoscenza del pattern di attaccamento delle madri che partecipavano ai gruppi dei toddler potesse dare un importante contributo alla conoscenza della relazione madre-bambino, ma potesse anche essere di aiuto agli operatori per una migliore comprensione di come le madri interagissero con i loro figli, consentendo anche una “partecipazione” più mirata degli stessi nell’osservazione partecipante.

Come esempio di come questo sia avvenuto presentiamo la Sign.ra Anna ed il suo bambino di due anni, Giorgio. La sign.ra Anna chiede di partecipare alle attività della Casa dei Piccoli perché preoccupata per il suo bambino, che un neuropsichiatra privato ha definito a rischio di “ritardo generalizzato dello sviluppo”. La sign.ra è molto preoccupata, ma ha saputo che “nella Casa dei Piccoli” i bambini vengono “ben seguiti” e ci vengono bambini “normali”, e lei vorrebbe che il suo bambino venga considerato normale. La coppia madre-bambino viene accettata e si inserisce bene nel gruppo soprattutto perché la sign.ra Anna dimostra una estrema fiducia nella casa dei piccoli in generale, ma anche nei confronti degli stessi operatori. Le vengono proposti anche dei colloqui individuali rivolti soprattutto a rafforzare la sua capacità di assolvere la funzione materna, cosa di cui ha perso la fiducia, dopo la visita al neuropsichiatra: «sarò proprio capace di allevare bene il mio bambino? Dipende da me se è così grave?». Le poche informazioni sulla storia della Sign.ra Anna riguardano il fatto che è sposata da più di dieci anni, che il marito è spesso fuori casa anche per giorni per il suo lavoro e che ha un'altro bambino di 10 anni che non le dà preoccupazioni. Unici elementi degni di specifica attenzione riguardano la presenza di un cuginetto di Giorgio di 8 anni, che è risultato avere effettivamente un ritardo generalizzato dello sviluppo e la morte della nonna materna di Giorgio durante la gravidanza. Le osservazioni di Giorgio mostrano comunque delle chiare difficoltà: è molto ritirato in sé stesso, non parla, non sorride, non sa giocare. Ma la mamma viene rincuorata, empaticamente sostenuta, aiutata anche con suggerimenti pratici e… Giorgio migliora. L’équipe della casa dei piccoli decide di applicare l’AAP alla Sign.ra Anna, per poterla meglio aiutare nella sua relazione col bambino.

In calce viene presentato l’intero protocollo della sign.ra. Vediamo di interpretarlo.

 

 

L’interpretazione del protocollo AAP

 

Prima di passare alla classificazione del protocollo ed alla specifica interpretazione delle dinamiche relative all’attaccamento da esso derivate, vorremmo partire da un aspetto molto evidente nel protocollo della Sign.ra Anna una consistente presenza della “personal experience”. L’AAP richiede al soggetto di costruire una storia sulle raffigurazioni delle figure stimolo, perciò il compito riguarda il racconto di una storia ipotetica da adattare alle proprietà delle stesse. Come abbiamo evidenziato nella descrizione dello strumento, riportare un contenuto autobiografico personale prolungato e, soprattutto inserendolo e quasi interrompendo il corso della storia, rappresenta una violazione al compito proposto dall’AAP. I riferimenti alle storie personali indicano un certa confusione rappresentazionale e l’incapacità di mantenere un confine tra sé e non sé e sono indicative di una qualche minaccia in termini di attaccamento. Le tematiche che generano una tale difficoltà nella Sign.ra Anna, tanto da violare il compito proposto di raccontare una storia, riguardano: «il mio bambino…solitario» (Window), un lungo racconto su una discussione col marito, che «ha fatto un gran male al figlio più grande», «Per me il mio piccolo viene tutti i giorni adesso ad allungare le braccia verso di me, prima andare via e stare via per lui è uguale» «Per me è una grande gioia. Io vivo adesso... col grande succedeva, col piccolo prima mi ero abituata a non vederlo reagire, per me... » (Bed). Si tratta di elementi che fanno riferimento alla preoccupazione per il proprio figlio o quanto meno al fatto che un bambini può soffrire per certe situazioni. Pur non presentandosi contenuti che fanno riferimento ad elementi traumatici, i contenuti emersi sono stressanti e minacciano il sé e l’attaccamento, con un certo rischio, potremmo ipotizzare, nella Sign.ra Anna di una rappresentazione priva di protezione da parte delle sue figure parentali (George e Salomon, 2008; Solomon e George, 1999a; 1999b).

Ritornando al protocollo, il pattern di attaccamento che emerge dall’AAP della Sign.ra Anna è U (Non risolto). Nel linguaggio dello strumento questo implica che l’attivazione del sistema di attaccamento ha fatto riaffiorare materiale disorganizzante presente nella mente della signora che la stessa non è riuscita a elaborare e/o a contenere. In altre parole, memorie non elaborate e non organizzate relative alle sue esperienze di sé in relazione alle relazioni di attaccamento stesso sono tuttora presenti nella sua mente, ma sono stati “segregate” bloccate lontano dalla consapevolezza, per una sua incapacità od impossibilità ad elaborarle. L’AAP non riporta i contenuti di tali esperienze, ma l’atteggiamento ed il modo di porsi della Sign.ra Anna rispetto a tale materiale. Le immagini dell’AAP, volte proprio a risvegliare elementi collegati ai timori ed angosce profonde collegate al modo di richiamare esperienze di attaccamento, hanno fatto riaffiorare questo materiale. E la Sign.ra Anna, e più in specifico i suoi modelli operativi interni, in generale, di fronte agli stimoli presentati dalle tavole dell’AAP ed al materiale segregato da loro fatto emergere, vengono sopraffatti da un senso profondo di pericolo e “paura”. Questa condizione mentale non le consente la normale attivazione di risorse che normativamente dovrebbero operare al fine di “gestire” e reintegrare nella sua mente il materiale disregolato. Tuttavia è molto importante analizzare nel dettaglio come e dove questo materiale più specificatamente si individui nel protocollo della Sign.ra Anna. Il materiale riguarda “occhi sgombri, l’idea del vuoto” (Window), il bambino “rannicchiato” (Bench), “paura, violenza, disperazione” (Corner), tutti elementi molto minacciosi e stressanti dal punto di vista della capacità del sé di mantenersi organizzato e che nelle prime due tavole Window e Bench non riesce a riorganizzare perché nelle sue memorie di rappresentazione dell’attaccamento non riesce a riorganizzare né utilizzando una rappresentazione interna sicura, né facendo riferimento ad una base sicura, né quanto meno mettendo in atto azioni costruttive. Questo si verifica solo in Corner. Comunque, accanto a questi Segregated System, che normalmente rappresentano quella che potremo definire come una difesa precaria e poco durevole, la sign.ra Anna utilizza come difesa più organizzata soprattutto la Cognitive Disconnection, presente in quasi tutte le tavole. In altre parole, la Sign.ra Anna cerca comunque di gestire le tracce mnestiche affettive connesse all’attaccamento mettendo in atto modalità inconsistenti, frammentate, cariche di incertezza, in una certa misura confuse con risorse non del tutto adattive. Una conseguenza dell’uso di tali difese è una potenziale difficoltà a guardare e pensare con chiarezza anche sul piano cognitivo al modo di gestire vecchie e nuove modalità di affrontare elementi collegati alla dinamica dell’attac­camento. In particolare è interessante come ogniqualvolta la Sign.ra Anna propone anche delle soluzioni, come vedremo, più adattive dal punto di vista della relazione di attaccamento, inizi a considerarle con una coloratura di incertezza: «spero», «spero». In un’unica tavola, Departure, la sign.ra Anna, cerca di “tagliare fuori” i ricordi risvegliati che potrebbero emergere e che non si sente di elaborare in altro modo (uso della difesa di Dectivation); in tale tavola vengono infatti descritti due genitori freddi e distaccati nei confronti dei loro figli. Se da quanto finora illustrato, l’atteggiamento di base della Sign.ra Anna nei confronti dell’attaccamento mostra una chiara fragilità con una netta componente di disorganizzazione, alcuni elementi che ora andremo ad esaminare mostrano la presenza di componenti positive del mondo interno rappresentazionale e di buone risorse adattive evidenziando un quadro molto più complesso e variegato rispetto a quanto finora emerso. La Sign.ra Anna, in certe situazioni presenta degli elementi rappresentazionali di “sicurezza”: ha delle tracce di una figura di attaccamento che può confortare (Ambulance), può “pensare” a se stessa in relazione alla figura di attaccamento in sua assenza (Cemetery); può inoltre rappresentarsi un bambino che si protegge o un genitore che si “spera” possa proteggere (Window, Corner). In tutte le tavole viene citata la presenza di un caregiver (padre, madre, nonna, figura genitoriale) che purtroppo in certi casi solo “si spera” possa “fare giocare”, proteggere, o appare freddo e distaccato, ma in altri casi riesce a dare una buona o sufficiente risposta al distress dell’attaccamento mantenendo un senso di sé integrato rispetto a tale distress. In conclusione potremmo dire che il mondo rappresentazionale della Sign.ra Anna presenta nel suo mondo rappresentazionale una componente disregolata e disorganizzata ed una componente più ricca di risorse ed adattiva.

La sua relazione col figlio in termini di attaccamento potrebbe perciò presentarsi potremo dire con “due” facce. Potrebbe avere dei momenti in cui si sente vuota, disperata ed impotente e dei momenti in cui è in profondo contatto con lui, dimostrando sensibilità, disponibilità, capacità di leggere i suoi segnali di bisogno rispondendogli confortandolo e “proteggendolo”. La Sign.ra Anna avrebbe bisogno di essere resa consapevole della presenza dei momenti “bui” di fronte a cui il bambino potrebbe sentirsi impotente ed abbandonato.

Il post AAP

Ci sembra molto importante rilevare quanto successo nella seduta che la sign.ra Anna ha avuto con la psicoterapeuta successivamente alla somministrazione della AAP. La sign.ra riporta per la prima volta di essere figlia unica di una madre gravemente depressa. Il papà della sign.ra era a conoscenza della problematica della moglie già prima di sposarla, ma comunque il disturbo si è aggravato a partire da quando la Sign.ra Anna aveva 12 anni e da quel momento ha dovuto prendersi in carico la mamma in momenti di depressione della mamma fino a quando la stessa non è morta durante la gravidanza di Giorgio. Questa comunicazione sembra dimostrare proprio la dinamica del funzionamento dei Segregated System. L’esperienza della Sign.ra Anna era evidentemente “tagliata” completamente fuori dalla consapevolezza relativamente all’attivazione dell’attaccamento: le immagini delle tavole hanno fatto emergere il risultato affettivo mnestico di tali esperienze: vuoto, disperazione, ma anche forse senso di violenza rispetto ad un compito di prendersi cura di una madre gravemente depressa troppo pesante per una bambina di 12 anni. Tutto questo è stato dinamicamente risvegliato dall’AAP e fortunatamente all’interno di un ambiente “protettivo” terapeutico che le ha così permesso di cominciare ad elaborarlo.

 

Window: «Io vedo una bimba che si sente sola, che guarda fuori per vedere di trovare un po’ di compagnia. Questa immagine mi sembra anche molto triste sinceramente. Che cosa è successo prima? O che è stata rimproverata dai genitori o da qualcuno (Cognitive Disconnection), io la vedo così ecco. Però ecco questa immagine qui non, non… secondo me non riguarda il mio bambino perché, è sì un bimbo solitario così, però non lo vedo (Personal Experience)… forse non vedo gli occhi, però mi sembra anche quasi un po’ sgombri, l’idea del vuoto (Segregated System) ecco mi dà. Dopo cosa succederà? Io spero (Cognitive Disconnection) che arrivi la mamma o il papà per prenderla, per… come si dice, per farlo giocare insieme, per renderla partecipe. Qualcos’altro? No!»

 

Departure: «Questa per me è una brutta immagine, la vedo come una separazione, perché possono essere anche secondo me tipo che partono per una vacanza, però mi… li vedo freddi (Deactivation) come immagine, come genitori, come… // (Cognitive Disconnection) Che cosa sarà successo prima? Io vedo come che si stanno lasciando o si stanno separando (Cognitive Disconnection). I bambi saranno dai nonni, mi dà questa idea qui, che è la mamma qui che va via. Che cosa stanno provando, pensando? Io spero (Cognitive Disconnection) che stiano pensando ai loro bambini, perché sa che quando si hanno dei bambini poi molte cose, molti rancori bisogna metterli da parte, non bisogna raccontarli ai bambini ecco. Io spero (Cognitive Disconnection) che ritorneranno assieme, però da questa immagine mi sembrano molto tristi, molto distaccati (Deactivation), ecco. Qualcos’altro? No!»

 

Bench: «Qui vedo un bambino che… della separazione, solo, triste, amareggiato e la cosa brutta è che secondo me che non si senta la causa della colpa (Cognitive Disconnection) dei suoi genitori ecco, mi ha dato questa sensazione. Che cosa succederà dopo? Io spero (Cognitive Disconnection) che i genitori ritornino insieme, sennò lo vedo sballottato da una casa all’altra. Io ho la fortuna che con mio marito non è che litighiamo molto, soprattutto non discutiamo in presenza dei bambini, però ogni tanto capita. È capitato circa 15/20 giorni, circa un mesetto fa più o meno che abbiamo discusso, ma non è che… abbiamo discusso, però non perché abbiamo litigato noi due, per colpa… perché è venuto mio nipote all’improvviso e abbiamo discusso perché mio marito non lo voleva andare a prendere perché è venuto con delle persone che non conoscevamo ed io…mio nipote non volevo andare ecco. E i bambini… abbiamo un po’, non è che abbiamo litigato, però abbiamo un po’ alzato la voce. Il grande, che ha 6 anni… mio figlio grande la mattina ha detto, è andato da suo papà “ti prego non litigate più”. Dopo noi gli abbiamo spiegato che non era un litigio, però il bambino l’ha preso… a gli ha fatto del gran male ecco (Personal Experience). I bambini sono così, ci vanno un po’ di mezzo…Questo bambino lo vedo molto solo, molto triste, io spero (Cognitive Disconnection) che ci ripensino i genitori ecco. Io la vedo così ecco, rinchiuso in se stesso, rannicchiato (Segregated System). Qualcos’altro? No!»

 

Bed: «Questa è una bellissima immagine per me, che vedo il bambino che si sveglia alla mattina e trova la mamma lì. Però questa immagine può essere anche che il bambino stia male e sia in ospedale, mi ha dato anche questa idea qui. (Cognitive Disconnection) Io spero (Cognitive Disconnection) che sia il bambino che si sveglia e trova la mamma lì, che gli allunga le braccia**, *si abbracciano. La vedo anche bella come immagine se è come la penso io. Per me il mio piccolo viene tutti i giorni adesso ad allungare le braccia verso di me, prima andare via e stare via lui è uguale. Per me è una grande gioia. Io vivo adesso... col grande succedeva, col piccolo prima mi ero abituata a non vederlo reagire, per me... (Personal Experience). Dopo quando succederà? Niente, dopo si abbracciano e staranno assieme penso. La vedo una bella immagine. Qualcos’altro? No!»

 

Ambulance: «Questa non riesco a capirla completamente. Questa mi dà l’idea che se non è la mamma è tipo la nonna, era in ospedale, mi dà l’idea che l’ambulanza abbia scaricato qualche ammalato, triste come immagine… Che il bambino guarda dalla finestra e vede sta immagine bella di un ambulanza che porta via un ammalato. Mi dà l’idea che questa sia una nonna ecco, una mamma. Cosa pensano e provano? Penso che la nonna gli stia dando un po’ di conforto o che non sia un genitore (Cognitive Disconnection) ecco nell’ambulanza. Cosa succederà dopo? Penso che la signora lo rincuorerà, ecco una cosa del genere.»

 

Cemetery: «Qui vedo che il bambino è diventato grande, l’adulto che andrà a piangere nella tomba, io spero (Cognitive Disconnection) che sia la lapide di un genitore suo di lui che è grande. Però questo è un cimitero, la vedo una cosa così. Non è una bella immagine, ecco. Cosa sta pensando e provando? Lui starà pensando al passato con questa persona (Internalized Secure Base) che io penso che questo sia lui da grande, non vorrei che sia il padre e che lui non ci sia più, il bambino.»

 

Corner: «È una immagine triste. Non mi viene da dire niente. Non mi viene proprio niente veramente, no. Cosa potrà succedere? Non mi viene da dire niente di cosa succederà. Non mi viene proprio niente. È un immagine… non so (Cognitive Disconnection) nemmeno spiegarla, vedo un bambino triste, solo, però non la capisco come immagine sinceramente. C’è qualcosa che lui abbia paura (Segregated System), di un certo tipo di violenza (Segregated System), perché… si protegge (Capacity to Act) ecco. Dopo si spera (Cognitive Disconnection) che arrivi un genitore, una madre a difenderlo, proteggerlo. Che cosa prova? Per me lui prova una grande disperazione (Segregated System), tristezza.»

 

 D LA CASA DEI PICCOLI COME SEDE PER IL TIROCINIO FORMATIVO PRE E POS LAUREAM PER LAUREATI/LAUREANDI DELL’UNIVERSITÀ DI URBINO E PADOVA

I tirocinanti sono ammessi  alla “Casa dei Piccoli” come osservatori silenziosi dei gruppi madre-bambino condotti dai tutor Nedda Papi e Barbara Didoni e, alla fine di ogni incontro, i tirocinanti sono tenuti a produrre autonomamente  un protocollo di quanto hanno osservato, delle loro reazioni emotive, della loro comprensione delle dinamiche gruppali intercorse fra tutti i partecipanti del gruppo, conduttori e bambini compresi.

Questi protocolli vengono discussi con i due tutor/conduttori del gruppo creando una occasione per integrare quanto riportato nel protocollo dal tirocinante con riflessioni teorico-cliniche dei tutors sull’andamento delle dinamiche di gruppo, con considerazioni relative alla relazione fra il bimbo e la sua mamma, fra il bimbo e gli altri bambini e adulti presenti, fra le mamme e nell’interazione coi conduttori. Questo momento di riflessione è fondamentale per l’acquisizione da parte del tirocinante di una attitudine alla riflessione e al collegamento con quanto imparato prevalentemente sui libri.

Presso la  Facoltà di Psicologia dell’ l’Università di Padova nel 2016 sono state introdotte lezioni tenute da psicologi con lunga esperienza nei servizi pubblici e privati per dare agli studenti un quadro dal vivo dell’esperienza reale “sul campo”.La Dott.ssa  Nedda Papi il 19 dicembre 2016 in qualità di docente esterno, tenendo un seminario alla Facoltà di Psicologia dell’Università di Padova, ha avuto l’occasione di presentare il lavoro svolto nella Casa dei Piccoli. Nel corso della sua presentazione ha scelto di  leggere il protocollo dell’ osservazione di un tirocinante dell’università di Urbino che, integrato da sue considerazioni sulle dinamiche presenti nel gruppo ha suscitato molto interesse negli studenti. È emersa con chiarezza l’importanza del lavoro del tirocinante che esplorando i propri vissuti, ed esponendoli in maniera sintetica e coordinata ha dato un suo contributo alla comprensione delle relazioni intercorse nella situazione gruppale in esame.

Una ulteriore occasione di lavoro in autonomia per i tirocinanti seguito da un lavoro di riflessione coi tutors è dato dal impegno professionale con bambini da 0 a 3 anni e le loro madri inviati alla Casa dei Piccoli da pediatri per sospetto di “disturbi nello spetto autistico” o  di decorso relazionale ed evolutivo  anomalo. Presso la Casa dei Piccoli si svolge una funzione di intervento immediato e continuativo in attesa della presa in carico e della diagnosi dei servizi. Si fornisce  un intervento con le mamme ed i bambini in gruppo, con la famiglia e in alcuni casi nelle scuole per l’infanzia.  Ed è proprio la presenza nelle scuole per l’infanzia, con cui la struttura collabora, che per i tirocinanti è preziosa.

La presenza e il ruolo del tirocinante presso le scuole per l’infanzia  vengono  programmate e studiate assieme al tutor sulla base delle valutazioni effettuate usando il profilo diagnostico di Anna Freud del 1965 modificato  nel 2001 da Jenny Davids, Vivian Green, Angela Joyce e Duncan McLean. Le valutazioni sono fatte dai tutor ed discusse coi tirocinanti seguendo passo passo le varie sezioni del profilo .

La presenza presso le scuole per l’infanzia sono effettuate poi in autonomia e i protocolli richiesti ai tirocinanti su è quanto avvenuto, focalizzati sulla comprensione delle vicende emotive e relazionali, vengono poi discussi coi tutor. In sostanza i tirocinanti imparano a ipotizzare con l’aiuto dei tutor, il loro ruolo in qualità di Therapeutic Companion e a svolgerlo in autonomia secondo l’accezione e il significato attribuiti a questa locuzione dalla psicoanalista Annie Bergman, cercando in sostanza,  di favorire la possibilità di contatto con gli altri bambini e  con l’ambiente scolastico. Quanto avvenuto in ambiente scolastico viene elaborato e “digerito” con i tutor durante incontri settimanali nei quali il focus è sulla comprensione del mondo emotivo del bambino tenendo conto del livello evolutivo raggiunto nelle varie linee di sviluppo tracciate da Anna Freud e sulla modulazione delle esperienze relazionali dipendentemente dal suo  stato emotivo e dal suo  livello di sicurezza fluttuante.

 

 

ATTIVITA’ SCIENTIFICHE, DI RICERCA E CULTURALI DELL’ISTITUTO “SCUOLA DI PSICOTERAPIA PSICOANALITICA”, SEDE DIDATTICA PERIFERICA DI MANTOVA

 

  1. Dal 2011 i soci dell’Associazione Centro Studi di Psicoterapia Psicoanalitica di Mantova hanno incontri di supervisione psicoanalitica di gruppo con il Dottor Giovanni Pieralisi, psichiatra e psicoanalista Direttore dell’Istituto Scuola di Psicoterapia Psicoanalitica, socio  fondatore del Centro Studi di Psicopedagogia e Metodologia Istituzionale di Via Ariosto 6 a Milano. Questi incontri si sviluppano all’interno di un continuo dialogo tra teoria psicoanalitica e prassi clinica, teso alla acquisizione della postura psicoterapeutica basata sull’identificazione e disidentificazione empatica e sull’individuazione e analisi del transfert, del controtransfert e della relazione di ruolo tra terapeuta e paziente.
  2. La nascita della  Casa dei Piccoli luogo di ascolto e di confronto dove è possibile far posto a tutte le domande che spesso sorgono nelle famiglie con la nascita e lo sviluppo di un bambino ( da 0 a 3 anni).

 In Italia, dal 2012, Presso l’Associazione per  lo sviluppo della Psicoterapia Psicoanalitica di Ravenna, sulla spinta di questi studi, due Psicologhe Psicoanaliste, le Dottoresse Nedda Papi e Barbara Didoni hanno dato vita alla prima Casa dei Piccoli che sta dando risultati incoraggianti e  che ci ha indotto a richiedere l’apertura di una Casa dei Piccoli a Mantova sottoscrivendo l’accordo  che è stato esposto nella sezione relativa alle attività scientifico-culturali della sede principale dell’Istituto.

 Anche a Mantova, infatti, presso la Associazione Centro Studi di Psicoterapia Psicoanalitica, a partire da Gennaio 2016 ha aperto dapprima in via sperimentale, una Casa dei Piccoli ( altre ne stanno nascendo a Pesaro, Trieste, Modena): genitori, nonni e i loro bambini di età compresa da 0 a 3 anni vengono accolti tre volte alla settimana in un ambiente che favorisce il gioco e l’interazione con i piccoli in presenza di psicoterapeuti in grado di osservare e aiutare gli adulti a sviluppare con i piccoli relazioni equilibrate e favorevoli allo sviluppo psichico del bambino. In seguito tale sperimentazione, dati gli esiti positivi, è sfociata nell’inaugurazione del marzo 2016.

  1.  Incontri di Supervisione di Gruppo delle Case dei Piccoli attive in Italia: nel 2016 e nel 2017 gli operatori della Casa dei Piccoli di Mantova partecipano agli incontri tenuti dall’ideatrice della Casa dei Piccoli, Dott.ssa Nedda Papi in collaborazione con la Dott.ssa Barbara Didoni, presso la Sede di Ravenna. Tali incontri prevedono la descrizione di situazioni di interazioni genitore-bambino osservate all’interno della Casa, con successive riflessioni teoriche cliniche sull’utilizzo di questo strumento nella prevenzione del disagio psichico.
  2.  SEMINARI:

 05/10/2013 LA POSTURA PSICOTERAPEUTICA PSICOANALITICA con il dott. Giovanni Pieralisi psichiatra e psicoanalista Direttore dell’Istituto “Scuola di psicoterapia psicoanalitica”

04/10/2014 IL TERAPEUTA COME SONDA: DAL CONTROTRANSFERT ALLA RELAZIONE DI RUOLO con il Dott. Giovanni Pieralisi psichiatra e psicoanalista. Direttore dell’Istituto “Scuola di psicoterapia psicoanalitica”

03/10/2015 ASCOLTARE QUANDO; ASCOLTARE COME; ASCOLTARE COSA, riflessioni di teoria della tecnica psicoterapeutica psicoanalitica con il Dott. Giovanni Pieralisi psichiatra psicoanalista. Direttore dell’Istituto “Scuola di psicoterapia psicoanalitica”

24/10/2015 SELFIE: L’ADOLESCENZA TRA BELLEZZA E VERGOGNA con il Dott. Pietropolli Charmet psichiatra e psicoanalista10/12/2015 CONSIDERAZIONI SULLA PSICOPATOLOGIA DELLE PSICOPATIE con il Dott.Raffaele Fischetti psicologo psicoanalista di scuola Argentina

20/03/2016 INAUGURAZIONE DELLA CASA DEI PICCOLI con le Dott.sse Nedda Papi e Barbara Didoni, psicologhe e psicoanaliste che hanno trattato il tema “Prevenire il disagio psichico favorendo la relazione genitore-bambino nell’età da 0 a 3 anni : l’esperienza della Casa dei Piccoli”

04/06/2016 IL BAMBINO DENTRO, IL BAMBINO FUORI L’IMPORTANZA DELLO SVILUPPO NELLA TERAPIA CON ADULTI E CON BAMBINI con la Dott.ssa Pina Antinucci, psicologa psicoanalista della British Psychoanalytic Society

01/10/2016 SIAMO IN DUE O IN TRE? LA POSTURA PSICOANALITICA PER SCIOGLIERE L’ENIGMA con il Dott. Giovanni Pieralisi psichiatra e psicoanalista, Direttore dell’Istituto “Scuola di Psicoterapia Psicoanalitica”. Riflessioni su alcuni concetti di teoria della tecnica psicoanalitica.

05/11/2016 TUTTO SU MIA MADRE E SU MIO PADRE: LO SVILUPPO DENTRO DI NOI Prof. Massimo Ammaniti psicoanalista IPA, Università La Sapienza di Roma

10/12/2016  PSICOPATIA: LO STATO DELL’ARTE E LO SGUARDO DELLA PSICOANALISI Dott. Ettore Straticò psichiatra psicoterapeuta, già Direttore O.P.G. di Castiglione delle Stiviere (MN).

10/06/2017 L’IMPORTANZA DELL’AREA TRANSIZIONALE NEL PROCESSO DI SEPARAZIONE: RIFLESSI TEORICI E CLINICI Dott.ssa Lesley Caldwell psicoanalista della British Psychoanalitical Association.

07/10/2017 IL “FENOMENO DELL’ECO” E “LA RELAZIONE DI RUOLO”: DALLA PSICOLOGIA DEL CONFLITTO ALLA RELAZIONE DI RUOLO NEL GRUPPO Dott. Giovanni Pieralisi psichiatra psicoanalista, Direttore dell’Istituto Scuola di Psicoterapia Psicoanalitica

04/11/2017 L’INTEGRAZIONE FRA NEUROSCIENZE E PSICOANALISI Prof. Paolo Mariotti neuropsichiatra infantile e psicoanalista della Associazione Italiana di Psicoanalisi

0/12/2017 I MODELLI DELLA MENTE NELLA PSICOANALISI CONTEMPORANEA Dott. Ettore Straticò psichiatra psicoterapeuta, già Direttore O.P.G. di Castiglione delle Stiviere (MN).

 

  1. Formazione Permanente

Dal 2006 si tengono Corsi di formazione a cadenza annuale organizzati in piccoli gruppi a cui possono accedere psicoterapeuti intenzionati a perfezionare la loro formazione. L’esperienza si compone di due momenti uno dedicato allo studio dello sviluppo della teoria psicoanalitica attraverso la lettura e la discussione in gruppo delle opere di Sigmund Freud e Joseph e Anne Marie Sandler, l’altro dedicato alla clinica psicoanalitica attraverso la supervisione di casi clinici. I Corsi riguardano la Psicoterapia Psicoanalitica dell’Età  Evolutiva e dell’Adulto, coerentemente con il concetto di “Postura Psicoanalitica”

 

  1. Tirocinio post-lauream

Nel corso del 2016 sono state attivate convenzioni con le Università di Bologna, Cattolica di Brescia-Milano, Padova, Trento e Urbino per l’accoglienza dei tirocinanti post-lauream di Psicologia. Il Progetto formativo per i tirocinanti post laurea  riguarda le Aree della Psicologia Clinica e Psicologia dello Sviluppo e della Educazione.

Le finalità riguardano la possibilità di approfondire la funzione dello psicologo (nell’espletamento del proprio ruolo e in rapporto con le altre figure professionali) in diversi ambiti di prevenzione, di diagnosi e di sostegno, con particolare attenzione alle diverse metodologie di intervento; scendendo maggiormente nel particolare si mostra al tirocinante come lo Psicologo osserva lo sviluppo della personalità nell’individuo normale, e approfondisce sia lo strutturarsi della dimensione intrapsichica che interpersonale nelle esperienze previste di baby observation e di osservazione presso la Casa dei Piccoli; di come questa osservazione gli permetta   di cogliere eventuali precoci distorsioni della relazione madre/bambino e tentare un intervento precoce che possa essere messo in atto in queste fasi. Inoltre il tirocinante può apprendere i processi attraverso i quali lo Psicologo giunge alla diagnosi differenziale riguardante le diverse patologie psichiche con strumenti testistici e attraverso il colloquio clinico. La possibilità di partecipare alla vita delle Comunità terapeutiche, grazie alla partnership con la Cooperativa Ippogrifo di Mantova,  fornisce al tirocinante un’occasione di studio delle gravi patologie psichiatriche, di approfondimento delle varie modalità di intervento riabilitativo attuate, arrivando ad una migliore definizione del ruolo precipuo dello psicologo anche attraverso l’osservazione della sua relazione con figure professionali diverse (ad es. psichiatri, infermieri, assistenti sociali, educatori professionali).

Il tirocinante una volta definito il progetto formativo (obiettivi, metodi e fasi) con il proprio tutor, attraverso il costante confronto con lo stesso, può partecipare alle seguenti attività:

  • Osservazione del ruolo dello psicologo nel processo di valutazione diagnostica del paziente (adulto e dell’età evolutiva) attraverso l’uso del colloquio clinico e di test specifici
  • Partecipazione alle attività di supervisione di casi clinici in gruppo in qualità di uditore
  • Partecipazione come osservatore dei gruppi genitori/toddlers e delle discussioni dell’equipe di lavoro
  • Partecipazione come uditore ai Seminari interni ed esterni alla Associazione relativi ad argomenti di Psicologia Clinica e dello Sviluppo
  • Partecipazione a momenti strutturati della vita di una Comunità Terapeutica: partecipazione alle riunioni di equipe multiprofessionale in cui si discutono le dinamiche in atto nel gruppo dei pazienti e nella relazione operatori/pazienti, osservazione e ascolto di gruppi terapeutici con i pazienti, ascolto delle Supervisioni che lo Psicologo fornisce al gruppo di lavoro
  • Affiancamento a professionisti esperti
  • Partecipazione a momenti di lavoro collettivo

 

  1. Giornate di studio sul tema della genitorialità

Nel corso del 2015 e del 2016 sono stati organizzati due cicli di tre giornate ciascuno centrati sullo sviluppo della funzione genitoriale con i seguenti relatori:  Dott. Marco Lodi psicologo psicoanalista e la Dott.ssa Debora Bussolotti psichiatra e psicoterapeuta esperta in disturbi dell’alimentazione. Le giornate sono  state strutturate in due momenti: una  prima parte teorica  da parte dei diversi relatori e una  seconda parte caratterizzata da gruppi di riflessione e di approfondimento condotta dai membri dell’Associazione

 

  1. Supervisioni a gruppi istituzionali

Dal 2016 i membri dell’Associazione hanno iniziato supervisioni di gruppi di operatori, psicologi, psichiatri e psicoterapeuti  presso Istituzioni pubbliche e private.

 

 

ATTIVITA’ SCIENTIFICHE, DI RICERCA E CULTURALI DELL’ISTITUTO “SCUOLA DI PSICOTERAPIA PSICOANALITICA” SEDE DIDATTICA PERIFERICA DI TRIESTE

Come detto nelle premesse di questa relazione sulle attività culturali e di ricerca dell’Istituto, il clima di curiosità e studio che è presente nei Centri dove sono sorte le varie sedi, influenza le attività didattiche ed offre agli allievi un clima culturale ricco di spunti e di stimoli. Il Cento di Formazione e Ricerca –CFR- è sorto nel 2012, è stato scelto come sede Didattica Periferica per le caratteristiche dei suoi membri e per le attività di studio e ricerca che vi si svolgevano. ed i suoi membri sono stati inseriti nel gruppo di docenti interni dell’Istituto. I corsi di Specializzazione in Psicoterapia sono iniziati a Trieste nel gennaio 2017.

 

 

Attività svolte  negli anni precedenti dal CFR:

Organizzazione di corsi di formazione permanente sia per psicoterapeuti che per operatori socio-sanitari, insegnanti ed educatori con cadenza quindicinale

- Anni 2012-2013

- Anni 2013-2014

- Anni 2014-2015

- Anni 2015-2016

- Anni 2016-2017

 

  1. Organizzazione di convegni anche in collaborazione con il Dipartimento di Scienze Mediche e Chirurgiche dell'Università di Trieste

 

  1. Attività di tirocinio per laureandi triennalisti in Scienze e Tecniche Psicologiche e quinquennalisti della facoltà di Psicologia presso l'Università di Trieste

 

  1. Seminari quindicinali, da gennaio a giugno, sui testi freudiani denominati "Leggere Freud"

 

  1. Organizzazione di cineforum tematici con discussione sui risvolti psicodinamici della sceneggiatura

 

  1. Attività di ricerca sui DSA (Disturbi Specifici di Apprendimento) in collaborazione con la Società Internazionale di Neuropsicoanalisi

 

  1. Attività di ricerca sulla tecnica e la metodologia psicoanalitica nel dialogo con le neuroscienze in collaborazione con la Società Internazionale di Neuropsicoanalisi

Pubblicazioni:

  • CLARICI, A. (2015). Neuropsychoanalysis has an influence on psychoanalytic technique but not on the psychoanalytic method. Neuropsychoanalysis, 17 (1): 39-51.
  • FABBRO, F. BERGAMASCO, M., CLARICI, A. AGLIOTI, S.M., PANKSEPP, J (2015) Evolutionary aspects of the vertebrates' ability to represent the world and the self. Frontiers in Human Neuroscience, 9, 157.

 

 

  1. Pubblicazione di monografie
  • CLARICI, A. & ZANETTOVICH, A. (2015) La postura psicoanalitica. Raccolta di seminari clinici e teorici. Trieste: EUT Edizioni Università di Trieste.
  • CLARICI, A. (2011) Teoria e ricerca in psicoanalisi. Commentario di Psicoanalisi Contemporanea per lo studente di Psicologia e di Medicina. EUT Edizioni Università di Trieste. (http://hdl.handle.net/10077/9572; ISBN: 978-88-8303-323-0)

 

  1. Attività di ricerca sul lavoro del lutto in ambito di ospedale infantile in collaborazione con l’Ospedale Infantile Burlo Garofalo

Pubblicazioni:

  • CLARICI A. & GIULIANI R. (2005) Quel confine sottile tra speranza e illusione. Elaborazione del lutto e difficoltà dei genitori del prematuro (e del personale pediatrico) nel gestire diversi tipi di perdita. Proceedings del Congresso “Gravidanza ad alto rischio – Management in assenza di EBM”. Trieste, 29-30 novembre 2005.
  • GIULIANI, R. & CLARICI, A.(2015) Lutto e postura nell’istituzione clinica. In CLARICI, A. & ZANETTOVICH, A. (2015) La postura psicoanalitica. Raccolta di seminari clinici e teorici. Trieste: EUT Edizioni Università di Trieste. ISBN 9788883036613. Pp. 103-126.
  • GIULIANI R., TRIPANI A., PELLIZZONI S., CLARICI A., D’OTTAVIO G., LONCIARI I. & SCHLEEF J., (2014). Pregnancy and postpartum following a prenatal diagnosis of fetal thoracoabdominal malformation: the parental perspective. Journal of Pediatric Surgery. 9, 353–358.

 

  1. Attività di ricerca sulla depressione post partum ambito di ospedale infantile in collaborazione con l’Ospedale Infantile Burlo Garofalo

Pubblicazioni:

  • CLARICI, A., PELLIZZONI, S., GUASCHINO, S., BEMBICH, S., ALBERICO, S., GIULIANI R., SHORT, A., GUARINO G., & PANKSEPP, J. (2015) Intranasal adminsitration of oxytocin in postnatal depression: implications for psychodynamic psychotherapy from a randomized double-blind pilot study. Frontiers in Psychoanalysis and Neuropsychoanalysis. 6: 426-436. doi: 10.3389/fpsyg.2015.00426

 

  1. Attività di ricerca sull’intervento di gruppo nelle donne e endometriosi in collaborazione con l'Ospedale Infantile Burlo Garofa

 

 

 

 

ATTIVITÀ CULTURALI E SCIENTIFICHE CHE ARRICCHISCONO L’ ISTITUTO “SCUOLA DI PSICOTERAPIA PSICOANALITICA”  MEDIANTE LE INIZIATIVE PERSONALI O IN GRUPPO DI COLLEGHI DOCENTI INTERNI DELL’ISTITUTO E SOCI FONDATORI DELL’ASSOCIAZIONE PER LO SVILUPPO DELLA PSICOTERAPIA PSICOANALITICA CHE HA FONDTO L’ISTITUTO.

IN ANCONA la dott.ssa Paola Fuà e la dott.ssa Stefania Mancini hanno organizzato i seguenti incontri di studio orientati a far conoscere l’impostazione teorica sul modello Sandleriano e l’attitudine posturale nel rapporto terapeuta-paziente che contraddistingue tutti i docenti dell’Istituto:

 

1)15 novembre2013'UN CASO CLINICO LETTO E ANALIZZATO SECONDO DIVERSI APPROCCI TEORICO-CLINICI (Sede Ordine Psicologi Marche)Relatori:dr.ssaCapannelli, dr. Tricarico,dr.ssaDi Giuseppe,dr.Pieralisi,dott.ssa. Fua',dott..ssa Mancini,dott.ssa ssa Serrani

 

2)7 novembre2014 'L'APPROCCIO POSTURALE IN PSICOANALISI:UNA QUESTIONE SOLO PROFESSIONALE?'(Teatro Muse Ancona)Relatore:dr.G.Pieralisi  

3)18 dicembre 2015 'Ascolto psicoanalitico'(Aula didattica Mole Vanvitelliana)Relatore: G.Pieralisi

4)16 dicembre2016'IL CONCETTO DI RESISTENZA NEL LAVORO CLINICO PSICOTERAPEUTICO'(Aula didattica Mole Vanvitelliana) Relatore:dr.G.Pieralisi   Dr.ssa Stefania Mancin. Dott.ssa Paola Fuà

 

 A PADOVA Il gruppo, composto dal dott. Paolo Franchin, dalla dott.ssa Carla Paggio e dalla dott.ssa Celeste Picone che nasce nel 2016 e che, solo da poco, si è strutturato formalmente come Associazione “Gruppo di Ricerca e Formazione in Psicoterapia Psicoanalitica (Grfpp)” è frutto della comune formazione presso il Centro Studi di Via Ariosto a Milano dei suoi membri e della loro collaborazione sui temi della clinica, della ricerca e della formazione in ambito psicoanalitico, sviluppatasi nell’attività di docenza presso l’Istituto Scuola di formazione in Psicoterapia Psicoanalitica di Ravenna.

Come recita l’art. 2 dello statuto, l’Associazione persegue finalità di promozione nel settore della ricerca e della formazione in ambito psicoanalitico. In particolare, l’Associazione intende promuovere i più larghi e intensi scambi tra psicoterapeuti di diverso orientamento teorico e clinico in campo psicoanalitico e con coloro che si applicano a discipline vicine, le cui scoperte possono utilmente influenzare la psicoanalisi stessa e promuovere, altresì, la formazione di medici e psicologi nell’ambito della psicoterapia psicoanalitica, secondo i criteri tecnico-teorici individuati nel contributo che Joseph e Anne Marie Sandler hanno dato allo sviluppo del pensiero psicoanalitico.

Istituendo percorsi formativi e organizzando incontri seminariali e convegni, l’obiettivo del gruppo è di approfondire i criteri tecnici e teorici della Psicoterapia Psicoanalitica e di cogliere le sfide che i cambiamenti socio-culturali impongono alla professione di psicoterapeuta, promuovendo i più larghi e intensi scambi tra i diversi modelli teorici e clinici.

È questo che evidenzia come la vera ricerca in psicoterapia psicoanalitica debba riguardare soprattutto il mondo interno dei terapeuti e debba costituire il punto di riferimento nello studio della teoria e della pratica psicoanalitica, nelle attività di formazione e nel corso delle supervisioni dei casi clinici. Ma, condividendo il pensiero espresso da Sandler, è “ … inoltre di vitale importanza che la teoria psicoanalitica possa essere formulata in modo tale da permettere più larghi e intensi scambi fra gli psicoanalisti e coloro che si applicano a discipline vicine, le cui scoperte possono utilmente influenzare la psicoanalisi stessa.” (“La ricerca in Psicoanalisi” 1° vol., XVI.)

Attività scientifico-culturali

2016 “DALLA PARTE DEL TERAPEUTA NELLA RELAZIONE CON IL PAZIENTE: IL PUNTO DI VISTA DI WINNICOTT”, seminario  introdotto da una relazione della dr.ssa Lesley Caldwell di Londra che ha introdotto delle proposte di formazione rivolte a medici e psicologi.

Seminari previsti per  il 2017

LA TERAPIA PSICOANALITICA COME “ESPERIENZA EMOZIONALE CORRETTIVA”? sarà tenuto dal dottor Paolo Migone, condirettore della rivista “Psicoterapia e Scienze Umane

“LA POSTURA PSICOANALITICA” sarà tenuto dal dottor Giovanni Pieralisi, Presidente dell’Associazione per lo Sviluppo della Psicoterapia Psicoanalitica di Ravenna e Direttore dell’Istituto Scuola di Psicoterapia Psicoanalitica di Ravenna.

Gli allievi dell’Istituto sono sempre invitati a partecipare a tutti i seminari extra programma didattico organizzati nelle 3 sedi dell’Istituto e la presentazione di materiale clinico proveniente dalle “Case dei Piccoli” viene utilizzata durante le lezioni per la riflessione e la discussione.